Competitività, MNLF: Italia ferma, comandano lobby

L’Italia è bloccata dalle lobby e dagli interessi corporativi. La crisi, per il nostro Paese, è solo un alibi, mentre per gli altri è un incentivo a rinnovarsi e a crescere. Infatti, mentre Grecia e Spagna aumentano il loro livello di competitività, l’Italia perde il 20% di produttività negli ultimi 10 anni. E’ la dura accusa che il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti rivolge alla politica italiana, bloccata da troppo tempo in un conservatorismo che non fa altro che difendere se stesso. Mentre ci sarebbero tante riforme a costo zero, in grado di liberare nuove risorse e posti di lavoro per il nostro Paese.

Gli ultimi e unici tentativi di aprire il paese ad una maggiore competizione risalgono alle “lenzuolate” di Bersani del 2006; tentativi che sono miseramente falliti davanti alle contromisure poste in essere da lobby e corporazioni. Prendiamo l’esempio delle  libere professioni: mentre qualcuno pensa d’istituire nuovi ordini, solo negli ultimi 9 mesi l’Autorità Garante della Concorrenza è dovuta intervenire aprendo procedure contro il Consiglio Nazionale Forense, quello Notarile e la Federazione Nazionale dei Medici e Odontoiatri.

Il MNLF non può non citare poi lo “scandaloso” caso dei farmacisti: abortito con un blitz notturno il progetto del Governo Monti di liberalizzare la fascia C dei farmaci (quelli pagati direttamente dai cittadini), si era fatto credere agli italiani che con la nuova legge (1/2012) si sarebbero aperte 5000 nuove farmacie. Ebbene, a tutt’oggi non solo non si è aperta una sola farmacia, ma tutti i concorsi sono bloccati a causa dei  centinaia di ricorsi dei farmacisti titolari. E se il concorso vedrà mai la luce, al massimo verranno aperte non più di 1500 farmacie in tutto il territorio nazionale, un aumento inferiore al 10% degli esercizi oggi in attività.

“Eppure, se solo si avesse il coraggio di abbandonare i tanti interessi corporativi che impediscono lo sviluppo della nostra economia, ci sarebbero moltissime riforme a costo zero per lo Stato in grado di liberare risorse, creare nuove aziende e nuovi posti di lavoro, inducendo maggiori entrate per lo Stato” – scrive in una nota il MNLF – Un esempio concreto potrebbe essere rappresentato da una vera e profonda riforma liberale delle professioni che rimuova definitivamente i numerosi  vincoli  ancora presenti in tema di tariffe, tirocinio, pubblicità, società ed in particolare, nel settore farmaceutico, la liberalizzazione dei farmaci di fascia C. Riforme che non costerebbero nulla allo Stato, ma che avrebbero una sola controindicazione: la diminuzione del consenso elettorale di origine corporativa”.

Comments are closed.