Contributi scolastici, non sono obbligatori. Segnalate le scuole “disoneste”!

Non è la prima volta che il contributo scolastico volontario, che ogni anno si richiede ai genitori, fa parlare di sé. Seppur trattasi di un contributo a tutti gli effetti “volontario” non sono pochi gli istituti scolastici in cui questo contributo diventa obbligatorio. Le ultime denuncie giungono dal sito Skuola.net al quale si sono rivolti diversi genitori che hanno ricevuto vere e proprie minacce che vanno  dalla non accettazione della domanda d’iscrizione all’anno successivo alle ripercussioni sul voto in condotta.“Chiediamo al Ministero di adottare provvedimenti concreti e di non limitarsi alle declamazioni nei confronti degli istituti che avanzano minacce in tal senso. Qualora qualcuna di queste scuole non dovesse sospende immediatamente o mettere in atto le azioni minacciate, inoltre, agiremo per via legale nei confronti degli istituti e del Ministero stesso” commentano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef, che   fanno sapere che “non ammetteranno nessuna discriminazione nei confronti delle famiglie che non sono in grado di provvedere al pagamento di questi onerosi contributi, oltretutto volontari”.

Per fare chiarezza, ricordiamo che i contributi scolastici sono deliberati dai Consigli di Istituto; in ragione dei principi di obbligatorietà e di gratuità, non è consentito imporre tasse o richiedere contributi obbligatori alle famiglie di qualsiasi genere o natura per l’espletamento delle attività curriculari e di quelle connesse all’assolvimento dell’obbligo scolastico (16 anni, corrispondente ai primi 3 anni di scuola secondaria superiore, ndr) (fotocopie, materiale didattico o altro) fatti salvi i rimborsi delle spese sostenute per conto delle famiglie medesime (quali ad es.: assicurazione individuale degli studenti per RC e infortuni, libretto delle assenze, gite scolastiche, ecc.). Eventuali contributi per l’arricchimento dell’offerta culturale e formativa degli alunni possono dunque essere versati dalle famiglie solo ed esclusivamente su base volontaria. 

 

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