Crisi, Pittella (Parlamento UE): si esce con unione politica

La crisi economica è ancora in corso e non è bastato certo l’intervento della Banca Centrale Europea per uscire da una situazione complicata. Il vero obiettivo da raggiungere è un altro: l’Unione Europea deve diventare un’unione politica e non c’è più tempo da perdere. E’ il messaggio ribadito più volte dal vicepresidente del Parlamento europeo Gianni Pittella durante il convegno organizzato ieri a Roma da Euractiv Italia, dal titolo “Le vie d’uscita dalla crisi economica” cui hanno preso parte rappresentanti della società civile, delle imprese, delle banche e dei consumatori.

Pittella  ha sottolineato la necessità di un rilancio dell’azione comunitaria, precisando che non si può “restare fermi fino alle prossime elezioni europee”, ma “serve maggiore rapidità nelle decisioni”. “Dobbiamo attivare una nuova convenzione o un’assemblea costituente” ha aggiunto Pittella.

Il Segretario generale di Adiconsum Pietro Giordano ha rilanciato il concetto: “In Europa c’è stata un’unione economica ma non di tipo politico. In futuro dobbiamo invertire questa tendenza”. Anche le imprese si gioverebbero di un ruolo più forte e politico dell’Europa, visto che, come ha sottolineato Marcella Panucci, direttore generale di Confindustria, “ormai si ragiona su grandi aree geografiche e non possiamo pensare di negoziare sui grandi tavoli internazionali fuori dall’Unione europea”. “Siamo sostenitori di un’unione di stati” ha detto Panucci.

E le banche non possono fare a meno di collocarsi all’interno di un processo d’integrazione europeo che, nel settore del credito si sta già realizzando con l’accorpamento della vigilanza bancaria in capo alla Bce: “L’unione bancaria – ha spiegato il direttore generale di Abi Giovanni Sabatini – è fondamentale per garantire la solidità del sistema. In Europa sono stati usati 2mila miliardi di euro per salvare le banche, in Italia neppure un euro. E questo è stato merito della vigilanza di Bankitalia”. Infine, Donatella Solda-Kutzmann, consulente del Ministero dell’Istruzione, annuncia: “Nelle prossime ore speriamo di portare in consiglio dei ministri il decreto sull’agenda digitale. Sarà costituito da sei pilastri: infrastrutture, ricerca, pubblica amministrazione, commercio elettronico, competenze digitali e smart cities”.

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