Cyberbullismo, Garante Infanzia in Commissione: “Urgente attuare la legge”

È urgente attuare la legge per la prevenzione e il contrasto al cyberbullismo. Convocare il tavolo tecnico previsto dalla legge approvata nel 2017 e puntare sull’educazione alla consapevolezza digitale nei confronti dei più giovani. A chiederlo è l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano, che questa mattina è stata ascoltata dalla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza nell’ambito dell’indagine conoscitiva su bullismo e cyberbullismo.

Proprio ieri c’è stato il Safer Internet Day, la giornata dedicata alla promozione di un uso sicuro della rete. Per la Garante si tratta di temi – l’uso sicuro della rete, la prevenzione del bullismo online – nei quali è fondamentale l’alleanza fra scuola e famiglia.  “Di fronte a un fenomeno tanto complesso come quello del cyberbullismo, infatti, è indispensabile promuovere percorsi di educazione alla consapevolezza digitale all’interno degli istituti scolastici e aiutare le famiglie ad acquisire gli strumenti necessari a identificare tempestivamente segnali di sofferenza – ha detto Albano – Occorre inoltre recuperare figure genitoriali più presenti nella vita dei figli, anche investendo in interventi che permettano di conciliare la vita lavorativa con quella familiare”.

L’Autorità ha sottolineato poi l’urgenza di convocare il tavolo previsto dalla legge 71 del 2017, che ha la funzione di redigere il piano di azione integrato per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo, di realizzare un sistema di raccolta dati e di monitorare l’evoluzione del fenomeno. Sostiene la Garante: “La fotografia è fondamentale per capire se le azioni intraprese stanno andando nella giusta direzione. Per questo – ha detto Albano – ho scritto al ministro dell’Istruzione per sollecitare la ripresa dei lavori del tavolo e ho chiesto al Dipartimento di Pubblica Sicurezza informazioni in merito alle procedure di ammonimento da parte del questore e al Garante per la protezione dei dati personali i dati relativi alle istanze di oscuramento ricevute”. 

“È poi indispensabile – ha sottolineato Filomena Albano – investire nell’educazione alla consapevolezza digitale dei ragazzi: per navigare nella rete, proprio come per navigare in mare, occorre in Italia una ‘patente’ che aiuti a individuare i pericoli e la giusta direzione da seguire. Questo soprattutto da quando l’età del consenso digitale è stata abbassata a 14 anni. Troppi ragazzi non sono pienamente consapevoli di cosa siano il dato personale e il suo trattamento, né di chi possa vedere i loro profili social”.

La legge contro il cyberbullismo è stata approvata nel 2017. Il minore di 14 anni che è vittima di cyberbullismo può chiedere al gestore del sito internet o del social media o al titolare del trattamento di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti diffusi in rete. Se non si provvede entro 48 ore,  può rivolgersi al Garante della privacy che interviene direttamente entro le successive 48 ore. La legge riconosce una funzione importante alla scuola: in ogni istituto ci deve essere un professore che faccia da referente per le iniziative contro il cyberbullismo. In caso di ingiuria, diffamazione, minaccia o trattamento illecito di dati personali via web, fino a quando non vi sia una querela o denuncia la legge sul cyberbullismo ricalca la linea di quanto previsto per lo stalking. Il “cyberbullo” perciò potrà essere formalmente ammonito dal questore che lo inviterà a non ripetere gli atti vessatori. Insieme al minore sarà convocato anche un genitore. Gli effetti dell’ammonimento cessano al compimento della maggiore età.

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