Data Protection Day, Consiglio d’Europa: utenti ancora troppo distratti

Al lavoro, nelle relazioni con le autorità pubbliche, in ambito sanitario, durante l’acquisto di beni e servizi, i viaggi o la navigazione sul Web, non c’è ambito della vita quotidiana in cui i dati personali non vengano elaborati. Eppure sono ancora in tanti a considerare “sicure” password come l’inossidabile “123456”, sottovalutando i rischi associati alla protezione dei dati personali e i propri diritti in questo ambito. In occasione della Giornata della protezione dei dati personali, che si celebra oggi, il Comitato del trattato del Consiglio d’Europa sulla protezione dei dati, la “Convenzione 108”, ha pubblicato delle linee guida sulla protezione dei dati e l’intelligenza artificiale. La finalità delle linee guida è assistere i responsabili delle politiche, gli sviluppatori di intelligenza artificiale (IA), i produttori e i fornitori di servizi nel garantire che le applicazioni di IA non ledano il diritto alla protezione dei dati.

Il Comitato della Convenzione sottolinea che la tutela dei diritti umani, tra cui il diritto alla protezione dei dati personali, è essenziale durante lo sviluppo e l’adozione di applicazioni di IA, in particolare quando queste vengono utilizzate nei processi decisionali, e che tali applicazioni di IA dovrebbero essere basate sui principi della Convenzione sulla protezione dei dati aggiornata, la “Convenzione108+”, aperta alla firma il 10 ottobre 2018. Inoltre, qualsiasi applicazione di IA dovrebbe prestare particolare attenzione a evitare e a mitigare potenziali rischi di elaborazione di dati personali e consentire un controllo significativo da parte dei soggetti interessati sull’elaborazione dei dati e sui relativi effetti.

Una nuova iniziativa per le celebrazioni dell’edizione 2019 del Protection Day è l’attribuzione del primo Premio Stefano Rodotà del Consiglio d’Europa conferito a Ingrida Milkaite ed Eva Lievens, per il lavoro svolto nell’ambito di un progetto di ricerca condotto all’università di Gand, il quale indaga sulla privacy e sulla protezione dei dati dal punto di vista dei diritti dei minori (Privacy e protezione dei dati nell’era digitale dal punto di vista dei diritti dei minori).

Sempre nell’ambito degli eventi previsti per la Giornata, le delegazioni del Consiglio d’Europa parteciperanno questa settimana a una conferenza internazionale organizzata dalla Commissione nazionale marocchina per la protezione dei dati, che si terrà a Fez (Marocco) il 28 gennaio, nonché alla Conferenza computer, privacy & protezione dei dati (CPDP) di Bruxelles dal 30 gennaio all’1 febbraio.

Dal punto di vista degli utenti, Federconsumatori sottolinea la necessità per il nostro Paese di uno sforzo congiunto del Garante della Privacy, del Governo e dell’UE per far sì che gli abusi, le violazioni e gli usi impropri dei dati sensibili siano impediti in maniera efficace e adeguata. Le attuali sanzioni previste dal Gdpr risultano in tal senso ancora marginali e insufficienti: se possono rappresentare una minaccia per le piccole e medie aziende, di certo non sono in grado di porre alcun freno al business miliardario delle grandi piattaforme che operano in rete.

Per associazione, è importante diffondere guide e istruzioni rivolte ai cittadini per metterli in guardia dai rischi e informarli sulle buone pratiche da adottare nel corso della propria “vita digitale”, ma la vera azione di contrasto si deve svolgere sul piano internazionale. Non si tratta più solo di proteggere i dati degli utenti, ma di garantire il loro diritto a ricevere e diffondere informazioni trasparenti, corrette, accessibili.

Per fare questo, continua Federconsumatori, “è necessario obbligare le grandi corporation alla trasparenza, impedendo loro di proseguire la vera e propria opera di censura che finora hanno attuato indisturbate. Va in questa direzione la nostra azione inibitoria contro Twitter e le sue regole d’uso del tutto arbitrarie, che gli consentono di cancellare un utente senza alcuna motivazione o di non pubblicare le sue opinioni. Vista la diffusione e la pervasività di tali piattaforme, garantire una libertà di espressione reale, che non sia solo apparenza ed esibizionismo, è diventata una urgente questione democratica”.

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