Ddl concorrenza, UNC: testo pessimo che penalizza i consumatori

Si sono concluse le votazione dell’Aula della Camera sugli emendamenti del Ddl concorrenza. Il testo quindi è pronto a tornare per la quarta volta al Senato per l’approvazione definitiva. Le modifiche approvate dalle commissioni finanza e attività produttive maggiormente sotto la lente d’ingrandimento riguardano quattro settori in particolare: il mercato energetico, le assicurazioni, il telemarketing e gli odontoiatri.

Per quanto riguarda il passaggio al mercato libero dell’energia, fissato al primo luglio 2019, sono cancellate le aste per i clienti ‘tutelatì che a quella data non avranno ancora scelto un nuovo fornitore. Torna inoltre la possibilità di rinnovo tacito per le polizze-danni. Via anche le limitazioni introdotte dal Senato nelle chiamate relative a offerte commerciali telefoniche. Sono stati quindi reintrodotti vincoli più restrittivi per le società di odontoiatria in termini di abilitazione dei componenti.

Profonda delusione per il risultato ottenuto a seguito della votazione alla Camera è espresso dal mondo dell’associazionismo consumeristico con l’Unione Nazionale Consumatori che considera il ddl concorrenza “un testo pessimo, oltre che un’occasione perduta”. Il presidente dell’associazione, Massimiliano Dona, afferma: “Sarebbe bastato stare dalla parte dei consumatori invece che delle varie lobby, per ridurre, a costo zero per lo Stato, spese che mandano in rosso i bilanci delle famiglie”.

Ma quello che è più inaccettabile”, continua Dona, “è che, in alcuni casi, si peggiori addirittura la normativa vigente, come è avvenuto eliminando il mercato tutelato nel settore dell’energia, nonostante, per la luce, i primi cinque operatori detengano l’87,8% del settore domestico e per il gas i primi tre gruppi controllino il 44,8% del mercato”.

Sul capitolo delle Rc Auto, l’ipotesi di reintrodurre il rinnovo tacito, UNC puntualizza che potrebbe avere un senso solo se all’assicurato viene concesso il diritto di poter recedere in qualunque momento dal contratto, a zero spese. “Bene, invece, chiarire definitivamente che anche le assicurazioni sui rischi accessori non si rinnovano tacitamente e si risolvono automaticamente alla loro scadenza”, conclude Dona.

A restare scontenti sono anche i parafarmacisti che in una nota puntano il dito contro la presa di posizione del Governo a favore delle lobby piuttosto che abbracciare la logica dell’apertura alla concorrenza.

Per il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, corresponsabile di questo risultato è il sindacato delle farmacie italiane che “in una visione miope e paranoica ha preferito l’entrata del grande capitale sulla scena piuttosto che concedere a molti colleghi di esercitare liberamente la professione attraverso la liberalizzazione della fascia C”.

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