Disabilità, tempi bui. FISH: il 31 ottobre manifestazione per il welfare

Non sono tempi facili per malati e disabili. Il fatto che siano state espunte dalla legge di Stabilità la previsione di una stretta sui permessi lavorativi della legge 104 non basta a compensare il taglio delle risorse e la previsione di una ulteriore riduzione dei servizi alle famiglie. Per contrastare quella che viene denunciata come “assenza di politiche e di risorse” e “deriva omissiva” si svolgerà a Roma, il prossimo 31 ottobre, la mobilitazione “Cresce il welfare, Cresce l’Italia!”, cui hanno già aderito 40 associazioni attive nell’impegno civile. Spiega la FISH-Federazione Italiana per il superamento dell’handica : “Una grande iniziativa di protesta e di proposta, di oltre 40 associazioni dell’impegno civile, per chiedere a questo Governo e a chi lo sostiene di cambiare rotta: è profondamente sbagliato contrapporre welfare e crescita economica, anzi proprio il welfare rappresenta un motore di sviluppo per far ripartire il nostro Paese”.

Le ipotesi della tassazione sull’indennità di accompagnamento e della decurtazione retributiva sui permessi lavorativi della legge 104 sono state espunte dal testo definitivo della legge di Stabilità. Ma questo non basta. “Questo disegno di legge non ha certo il nostro plauso – ha detto Pietro Barbieri, presidente della FISH, esaminando il testo ufficiale della Legge di Stabilità – Non basta certo averlo epurato da grottesche previsioni normative per renderlo rispondente alle reali necessità delle persone con disabilità”. Rimangono infatti, denuncia l’associazione, i pesanti ulteriori tagli ai trasferimenti agli enti locali e la riduzione della spesa sanitaria, che significano “un’ennesima concreta e drammatica riduzione dei servizi per le famiglie, le persone con disabilità, gli anziani non autosufficienti”. I fondi per il sociale continuano a essere ridotti. Ci sono ancora tagli al Servizio Sanitario nazionale.

E in un contesto del genere, non sorprendono affatto i dati resi noti ieri dal Censis, per il quale l’Italia è molto indietro sui bisogni e i diritti delle persone con disabilità, che vengono ignorati: con 438 euro pro-capite annui, l’Italia si colloca molto al di sotto della media dei Paesi dell’Unione Europea (531 euro) nella graduatoria delle risorse destinate alla protezione sociale delle persone con disabilità. E la spesa media pro-capite per i servizi ai disabili si ferma a 23 euro l’anno. I dati sono richiamati dalla FISH: “Sono anni che denunciamo – inascoltati! – questa gravissima situazione, raccogliendo silenzio ed indifferenza. E annotando, anno dopo anno, la progressiva inesorabile regressione delle risorse a disposizione del sociale. E con esse una deriva caritatevole delle politiche”,  denuncia il presidente Barbieri, proseguendo: “Il disegno di legge di Stabilità prosegue inesorabilmente nel solco segnato da chi ci ha governato negli ultimi anni, sul tracciato della convinzione che la spesa sociale sia un costo improduttivo da comprimere ed eliminare. Non troviamo alcuna nuova risorsa aggiuntiva nemmeno in questa manovra, mentre nel Paese sale una disperata e sempre più diffusa protesta”.

Si annunciano mobilitazioni. Il 31 ottobre ci sarà, come detto, “Cresce il welfare, Cresce l’Italia!”. A Roma il Comitato 16 novembre manifesta già da giorni, con presidi e scioperi della fame, per richiedere adeguate e certe risorse per i disabili gravissimi e contributi per garantire la permanenza dignitosa presso la propria abitazione. E, ricorda la FISH, oggi è il 18° giorno di sciopero della fame di Giovanni Battista Pesce, segretario nazionale dell’Associazione Italiana Contro l’Epilessia, che protesta contro il “Decreto Balduzzi” che rende oneroso l’acquisto di due farmaci antiepilettici (Keppra-UCB e Topamax-Janssen-Cilag), allargando successivamente l’iniziativa al rispetto del diritto di tutte le persone affette da patologie croniche e invalidanti.

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