Lazio, Codacons e Articolo32: in arrivo stretta sui disabili

Tempi duri per i disabili laziali. Prima di lasciare il suo ruolo, ii Commissario straordinario alla sanità della Regione Lazio, Renata Polverini, per risparmiare sul bilancio dell’amministrazione, ha emanato la deliberazione n. 39/2012 con al quale ha imposto che i disabili in cura presso strutture convenzionate della regione, dopo al massimo 3 mesi di terapia e anche se malati di SLA o di altre gravissime patologie, per continuare a curarsi debbano sottoporsi ad un calvario e fare il “giro delle 7 chiese”. E’ quanto denuncia il Codacons che spiega così i termini del provvedimento: “In sostanza la richiesta di proroga delle cure da parte dei medici specialisti non è più sufficiente per proseguire le terapie, e il disabile, “inforcata la carrozzella”, deve chiamare il Cup della regione e prendere appuntamento per una visita presso le Asl, le quali devono valutare anche loro se la malattia necessita effettivamente di una prosecuzione delle cure”.

Ma il fatto gravissimo – che ha indotto l’associazione Articolo32 aderente al Codacons a diffidare il nuovo commissario Bondi e a denunciare la cosa alla magistratura – è che le Asl sono in grado di sostenere la visita di controllo solo dopo 2, 3 o addirittura 4 mesi dalla richiesta, cosicché il disabile deve interrompere le cure e restare a casa in attesa che una organizzazione,  evidentemente fatiscente e non in grado di far fronte ad una misura che in astratto sarebbe anche giusta, lo sottoponga a controllo e confermi che effettivamente è ancora malato di Sla o di tetraparesi. Per di più il disabile deve sottoporsi alla visita spesso lontano da casa e non di rado la propria Asl gli cambia luogo di cura dirottandolo presso un ambulatorio regionale o altra struttura il che, soprattutto per i bambini, costituisce un grave trauma psicologico.

Se il Commissario Bondi non cambierà questa assurda situazione – affermano Codacons e Articolo32 – sarà inevitabile denunciare la Regione Lazio e lo stesso Commissario straordinario per maltrattamento di persona incapace e concorso in lesioni gravi ai danni di tanti pazienti gravemente malati.

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