Disability pride Italia 2018: il 15 luglio in piazza con l’orgoglio per la parità di diritti

Domenica 15 luglio sarà il giorno del “Disability Pride Italia” 2018 dedicato alle persone con disabilità. Una manifestazione che promette di essere unica e che vuole rivendicare con orgoglio il diritto di avere le stesse opportunità dei normodotati.

L’iniziativa, presentata questa mattina in Campidoglio è stata organizzata dalla “Disability Pride Onlus” in collaborazione con la Fondazione ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) “Sosteniamoli subito” e sostenuta da numerosissime associazioni di categoria nonché da organizzazioni sensibili a queste tematiche sociali, è stata inoltre patrocinata dal Parlamento Europeo, dall’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e dall’Ambasciata Britannica, mentre lo spettacolo vedrà alternarsi sul palco appositamente allestito in Piazza del Popolo, le performance dei numerosi artisti che hanno voluto sostenere l’iniziativa per l’alto valore etico e sociale (si veda elenco a seguire).

Durante il corteo che sfilerà intorno alle ore 18.00, preceduto da una banda musicale, e attraverserà Via del Corso fino ad arrivare a Piazza del Popolo, verranno letti alcuni articoli della Convenzione ONU dedicati ai diritti delle persone con disabilità sottoscritta dal nostro paese e rimasti quasi del tutto inattuati.

Da qui, invece, il palco inizierà ad essere animato dalle performance degli artisti a partire dalle ore 19.00, per richiamare l’attenzione sull’evento e per accogliere il corteo, proseguendo con lo spettacolo – che sarà diffuso in diretta da RadioItaliaAnni 60 – fino alle ore 23.30.

Un ringraziamento speciale da parte degli organizzatori va a tutti gli artisti che hanno accolto l’appello a diffondere i messaggi del Disability Pride Italia, il cui obiettivo è di accendere i riflettori sulle problematiche riguardanti il mondo della disabilità, così come accade per le manifestazioni che si svolgeranno contemporaneamente a New York (USA) e a Brighton (UK) per condividere una “festa” accessibile e godibile anche da chi, troppo spesso, viene discriminato per la propria condizione.

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