Disoccupazione, Istat: a febbraio a 11,6% ma quella giovanile a 37,8%

Più che preoccupanti i dati sulla disoccupazione di febbraio, appena pubblicati dall’Istat: rispetto a gennaio si registra un lieve calo (-0,1%), ma siamo comunque all’11,6%, in aumento dell’1,5% rispetto a febbraio 2012. Il dato più allarmante resta quello sulla disoccupazione giovanile che ha raggiunto quota 37,8% (+3,9% in 12 mesi). I disoccupati sono quasi 3 milioni (-0,9% rispetto a gennaio).

Circa 647.000 dei “senza lavoro” hanno tra i 15-24enni (il 10,7% della popolazione in questa fascia d’età). A febbraio 2013 gli occupati sono 22 milioni 739 mila, in aumento dello 0,2% rispetto a gennaio (+48 mila). La crescita riguarda soltanto la componente femminile. Su base annua l’occupazione diminuisce dell’1,0% (-219 mila). Il tasso di occupazione, pari al 56,4%, aumenta di 0,1 punti percentuali nel confronto congiunturale e cala di 0,5 punti rispetto a febbraio 2012.

“Un dato che continua a destare forte preoccupazione – scrivono in una nota Federconsumatori e Adusbef – La mancanza di lavoro incide in maniera pesantissima, infatti, sulla diminuzione del potere di acquisto delle famiglie che, di conseguenza, non possono che contrarre ulteriormente i propri consumi, accelerando la caduta della produzione. Si alimenta, così, quel circolo vizioso che denunciamo da anni, contro il quale invochiamo interventi rapidi e risolutivi. Una situazione che le evidenti difficoltà nella formazione di un nuovo Governo non fanno che aggravare.

“La priorità, in questo momento delicatissimo per il Paese, è agire in direzione della crescita e dell’occupazione – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti delle due Associazioni – Saggi, consulenti, esperti, partiti e movimenti vari non possono che concordare su questa necessità, suggerendo misure immediate, che non devono più essere rimandate, anche alla luce della raffica di scadenze fiscali che colpirà le famiglie tra giugno e luglio: IMU, Tares, IVA”.

Secondo i due Presidenti, al di là di questioni necessarie come la legge elettorale e l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, si deve intervenire su alcuni punti fondamentali:

  1. Predisporre un serio piano di rilancio economico, a partire dalla ripresa degli investimenti per lo sviluppo tecnologico e la ricerca;
  2. Operare un allentamento dei patti di stabilità degli Enti Locali, per dare possibilità di intervento per il rilancio occupazionale;
  3. Taglio della tassazione e rinvio delle scadenze fiscali.

Comments are closed.