Disoccupazione, Istat: al 12,2%, record dal 1977

Disoccupazione ai massimi livelli; a maggio si è toccato il record dal 1977: tasso di disoccupazione al 12,2% in aumento dell’1,8% su maggio 2012 (+0,2% su aprile). Lo attesta l’Istat che calcola il numero di disoccupati in 3 milioni 140 mila, in aumento dell’1,8% rispetto ad aprile (+56 mila) e del 18,1% rispetto a un anno fa (+480 mila). In leggero calo la disoccupazione giovanile: tra i 15-24enni attivi il tasso di disoccupazione è al 38,5%, in diminuzione dell’1,3% su aprile, ma in aumento del 2,9% su maggio 2012.

Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,2% rispetto al mese precedente (-35 mila unità) e dello 0,9 % rispetto a 12 mesi prima (-127 mila). Il tasso di inattività si attesta al 36,1%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,3 punti su base annua.

Per il Codacons “questi dati sono la dimostrazione che i miliardi finora investiti per aiutare le imprese fin dal decreto Salva Italia, sotto forma di riduzioni di Irap e di aiuti alla crescita economica (Ace), non sono serviti a nulla”. “Purtroppo anche il pacchetto lavoro varato dal Governo settima scorsa è destinato al fallimento – scrive in una nota l’Associazione – Fino a che le famiglie sono sul lastrico, infatti, anche le imprese non avranno alcuna speranza di uscita dal tunnel. Proporre alle industrie che stanno sull’orlo del fallimento un incentivo per assumere giovani ha il sapore della beffa”. “Prima il Governo comprende che questa è una crisi di consumi e decide di concentrare tutte le scarse risorse disponibili nel ridare capacità di spesa alle famiglie, prima si vedrà la luce in fondo al tunnel.

“Ecco perché non basta il rinvio dell’Iva, peraltro provvisorio, per risolvere il problema, dato che questo è semmai un mancato aumento di tasse e non certo una riduzione”. Il Codacons chiede lo sblocco della rivalutazione degli stipendi dei dipendenti pubblici e dei pensionati ed il blocco,  almeno fino al 2015, di tutte le tariffe e gli aumenti previsti, a cominciare dalla Tares.

Anche secondo Federconsumatori e Adusbef “le misure di rilancio occupazionale studiate dal Governo non risultano sufficienti ed adeguate. Bisogna fare ben altro”. “In una fase come questa la strada da percorrere per far ripartire concretamente, con decisione, l’economia nazionale è avviare un rilancio della domanda di mercato – dichiarano i presidenti delle due Associazioni Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – Se non si farà nulla per arginare la gravissima contrazione dei consumi (che nel biennio 2012-2013 ha raggiunto, secondo l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori il -7,3% con una riduzione complessiva della spesa delle famiglie di 52 miliardi di Euro), gli effetti sull’intero sistema economico saranno devastanti.

Le imprese, intatti, continueranno a fare i conti con la contrazione della domanda di mercato, imponendo drastici tagli alla produzione ed agli organici e contribuendo, così, all’ormai inarrestabile aumento della disoccupazione e della cassa integrazione.

È urgente intervenire al più presto per invertire tale tendenza, avviando un serio piano di rilancio della domanda di mercato.

In tal senso è urgente ed indispensabile disporre una detassazione a favore delle famiglie a reddito fisso, vale a dire quelle che determinano in larga misura la domanda.

Inoltre è necessario superare il deleterio clima di incertezza nel quale vivono i cittadini, che ormai non sono più in grado di pianificare nessun programma futuro: dall’acquisto di un elettrodomestico alla scelta di andare in vacanza o meno.

Decisioni che dipendono dai provvedimenti che deciderà di adottare il Governo, soprattutto in materia di IMU, IVA e TARES.

L’IMU, come ribadiamo da tempo, dovrà essere eliminata sulla prima casa (escluse quelle di lusso), l’IVA dovrà rimanere invariata (è necessario, cioè, evitarne ad ogni costo il demenziale aumento), la TARES, invece andrà fatta slittare almeno al 2014.

Infine, per un pieno riavvio del sistema economico, è indispensabile l’avvio di un serio piano di rilancio degli investimenti per la ricerca e lo sviluppo.

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