Istat: disoccupazione scende all’11,5% e Pil si ferma a +0,2%

Il tasso di disoccupazione è sceso di oltre un punto in un anno: ad ottobre si attesta all’11,5%, il valore più basso dal 2012, invariato dopo il calo dei 3 mesi precedenti. La stima dei disoccupati a ottobre diminuisce dello 0,5% (-13mila); il calo riguarda le donne e la popolazione di età superiore a 34 anni. Ma diminuiscono anche gli occupati, da un lato, e gli inattivi dall’altro. E’ quanto fotografa l’Istat nelle stime pubblicate oggi.

Dopo la crescita di settembre (+0,5%), la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni aumenta ancora nell’ultimo mese dello 0,2% (+32 mila persone inattive). Diminuisce il numero di inattivi maschi e di età inferiore a 50 anni. Il tasso di inattività, è pari al 36,2%, in aumento dello 0,1%. Su base annua l’inattività aumenta dell’1,4% (+196 mila persone inattive) e il tasso di inattività dello 0,6%. Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo agosto-ottobre 2015 la stima dei disoccupati diminuisce di 142 mila, a fronte di una crescita degli occupati (+32 mila) e degli inattivi (+66 mila).

Per quanto riguarda gli occupati, dopo la crescita registrata tra giugno e agosto (+0,5%) e il calo di settembre (-0,2%), a ottobre si stima un ulteriore calo dello 0,2% (-39 mila). Il calo è determinato dagli indipendenti mentre i dipendenti restano sostanzialmente invariati. Il tasso di occupazione diminuisce dello 0,1%, arrivando al 56,3%. Su base annua l’occupazione cresce dello 0,3% (+75 mila persone occupate) e il tasso di occupazione di 0,4 punti.

Passando alla crescita del Paese, nel terzo trimestre del 2015 il Pil è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% nei confronti del terzo trimestre del 2014. L’Istat conferma la stima congiunturale ma rivede il dato tendenziale al ribasso (da +0,9%). Nel terzo trimestre del 2015 il PIL, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010 e destagionalizzato, è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% nei confronti del terzo trimestre del 2014.

Rispetto al trimestre precendente, per i principali aggregati della domanda interna sono stati registrati andamenti divergenti: i consumi finali nazionali sono cresciuti dello 0,4%, mentre gli investimenti fissi lordi hanno segnato una flessione dello 0,4%. Riguardo alle componenti estere, le importazioni sono aumentate dello 0,5% e le esportazioni sono diminuite dello 0,8%. Si rilevano andamenti congiunturali positivi per il valore aggiunto di tutti i principali comparti, con incrementi di 2,3% nell’agricoltura, 0,3% nell’industria e 0,1% nei servizi. Si registrano variazioni positive del valore aggiunto anche in termini tendenziali: 3,7% nell’agricoltura, 0,9% nell’industria e 0,5% nei servizi.

A mettere subito un po’ di polemica sui dati è l’Unione Nazionale Consumatori che commenta: “Ora la previsione del Governo di avere per fine anno una crescita tendenziale dello 0,9% diventa davvero un miraggio”. “E per fortuna i tecnici del Mef si aspettavano che la prima stima resa nota nei giorni scorsi dall’Istat aumentasse – dichiara Massimiliano Dona, Segretario dell’UNC – Invece quella congiunturale non sale a +0,3 come sperato e quella su base annua addirittura scende. Ora serve un IV trimestre miracoloso per raggiungere l’obiettivo di fine anno”.

 

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