Disoccupazione, UE: divario record tra Paesi (dal 4,5% in Austria al 25% in Spagna)

L’Italia, insieme a Irlanda e Finlandia, ha registrato il più basso numero di ore lavorative prestate dai lavoratori dipendenti a tempo pieno nei primi 3 mesi del 2012. Grecia e Austria hanno avuto il numero più alto. Ma le differenze del quadro lavorativo tra i vari Paesi dell’Unione Europea sono più marcate che mai: il divario è arrivato al 20,6%, con il dato più basso dell’Austria (4,5%) e quello più elevato della Spagna (25,1%). Le possibilità di trovare lavoro sono molto più basse rispetto agli anni precedenti la crisi. E’ quanto emerge dall’ultimo Employment and Social Situation Quarterly Review (esame trimestrale sull’occupazione e la situazione sociale).

L’Europa è in recessione e i dati dimostrano una situazione in continuo peggioramento: nel secondo trimestre del 2012 la disoccupazione è aumentata, in alcuni Paesi molto più che in altri, ed ha raggiunto la quota record di 25,3 milioni, con un aumento di 2,6 milioni di unità (+11,6%) rispetto a marzo 2011. Il tasso di disoccupazione, che a livello di UE è ora al 10,4%, è aumentato in 17 Stati membri e si sono accentuate le disparità tra i paesi UE meno in difficoltà e i paesi “periferici”.Il numero dei disoccupati di lunga durata è aumentato dall’an no scorso in 15 Stati membri, raggiungendo i 10,7 milioni, pari al 4,5% della popolazione attiva (+0,4 punti percentuali nell’ultimo anno).

Le prospettive per i giovani sono più cupe che mai: la disoccupazione giovanile è ad un livello drammatico (22,5% a luglio nell’UE) e ben 12 Stati membri hanno registrato tassi superiori al 25%, mentre solo Austria, Germania e Paesi Bassi restano sotto la soglia del 10%. Aumentano anche i giovani al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione (NEET). La Commissione Europea lancerà a fine anno due iniziative: una proposta per garantire che i giovani abbiano un posto di lavoro, continuino gli studi o frequentino un corso di formazione entro 4 mesi dal termine della scuola, ed una proposta per inquadrare sotto il profilo qualitativo i tirocini.

I dati sono pessimi anche rispetto alla situazione finanziaria delle famiglie che si è ulteriormente deteriorata, con un aumento della povertà infantile: tra il 2009 e il 2011 il reddito disponibile lordo delle famiglie è diminuito in due terzi dei paesi dell’UE. I cali maggiori si sono registrati in Grecia (15,7%), Irlanda (9%) e Lituania, Spagna, Cipro ed Ungheria (tutti oltre il 4%). Nei paesi nordici, in Germania, Belgio, Slovenia e Francia, invece, i sistemi di protezione sociale e una maggiore tenuta del mercato del lavoro hanno fatto sì che i redditi continuassero ad aumentare anche durante la crisi.

La percentuale di bambini a rischio di povertà (dopo i trasferimenti sociali) va dal 10% approssimativo della Danimarca e della Finlandia al 20% ed oltre di Spagna, Grecia, Bulgaria, Portogallo, Italia, Romania, Lettonia, Polonia, Lituania e Lussemburgo. L’entità e l’efficacia delle prestazioni per i figli a carico variano notevolmente all’interno dell’UE. La disponibilità di strutture per la custodia dei bambini a prezzi accessibili costituisce un fattore estremamente importante per consentire ai genitori, e in particolare alle madri, di lavorare. Tra i principali Stati membri dell’UE l’economia ha continuato a crescere in Germania, Francia e Polonia, mentre in Italia e nel Regno Unito ha registrato un’ulteriore contrazione. Spagna e Portogallo hanno subito nel secondo trimestre del 2012 una forte flessione dell’attività economica e dell’occupazione.

“E’ opportuno che gli Stati membri attuino le Raccomandazioni specifiche per paese per il 2012 adottate lo scorso luglio ed applichino i provvedimenti indicati nel Pacchetto occupazione della Commissione”, ha commentato il Commissario europeo per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione, László Andor. “La costante diminuzione del reddito disponibile delle famiglie e la crescente povertà infantile indicano che siamo di fronte ad una vera emergenza sociale”, ha dichiarato il presidente Barroso alla conferenza Jobs for Europe, dando rilievo alla necessità di intensificare in tutta Europa gli investimenti sociali. “La Commissione affronterà questo tema nel suo prossimo pacchetto di investimenti sociali.”

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