Editoriale. Nomine Agcom e Privacy, scelte indecenti

E’ una classe politica sorda e cieca, chiusa nella sua torre d’avorio della gestione del potere con logiche spartitorie, che non si accorge di minare alle basi la sua legittimazione democratica, aprendo spazi immensi ai demagoghi di turno. Chi ha scelto i nuovi commissari dell’Agcom e soprattutto dell’Autorità per la privacy ha mostrato sprezzo per la trasparenza e per le richieste che venivano dalla società civile, sprezzo per le competenze, i curricula, l’indipendenza dei personaggi chiamati a compiti così delicati. Sono stati attenti invece a dosare le candidature tra gli schieramenti politici, i singoli partiti, la necessità di assicurare prebende a personaggi che rischiavano, poverini!, di trovarsi nei prossimi mesi senza lauti stipendi.

Alcuni nomi sono francamente inaccettabili. Per l’Agcom, che dovrebbe essere super partes nella decennale battaglia fra Rai e Mediaset, c’è nuovamente il rischio di una Commissione molto “sensibile” alle sollecitazioni di parte. Speriamo che almeno la scelta del presidente, attribuita al presidente del consiglio, superi la logica spartitoria e indichi un personaggio qualificato e davvero capace di scelte che vadano nell’interesse del Paese e dei cittadini-consumatori.

Per la Privacy invece è davvero indecente (non trovo parole più adatte) che siano stati indicati un medico (Antonello Soro), politico di lungo corso e non indimenticabile curriculum, e una ex parlamentare (Giovanna Bianchi Clerici), che ha come maggior titolo quello di essere consigliere uscente della Rai in quota Lega. Stupiscono le reazioni “stupite” di politici stimati come Rosy Bindi, secondo la quale “politica e competenza non sempre sono alternative”. Parole giuste. Abbiamo tanti esempi di scambi virtuosi tra politica e competenza, da Giuliano Amato e Stefano Rodotà, passati dall’Università al Parlamento e poi diventati presidenti dell’Antitrust e della Privacy, a Padoa Schioppa e lo stesso Monti, passati dalla Banca d’Italia e dall’Università al Governo. Anche l’attuale presidente della Consob, pur se discutibile la provenienza diretta dal Governo, aveva i titoli giusti. Non è certo questo il caso di Soro, medico chirurgo, e Bianchi Clerici, laureata in lingue e civiltà orientali.

Bersani&C vogliono facilitare il gioco al massacro (politico, istituzionale e civile) del guitto a cinque stelle?

di Antonio Longo

Un commento a “Editoriale. Nomine Agcom e Privacy, scelte indecenti”

  1. Michele ha detto:

    Per il PD non c’è più alcuna attenuante. Continui così e ci rivedremo alle prossime elezioni, che sorpresa che avrà