Eurobarometro su cittadinanza europea: solo il 36% dei cittadini è ben informato

Quali sono i diritti legati alla cittadinanza europea, introdotta 20 anni fa (con il Trattato di Maastricht) per i cittadini dell’UE? A saperlo sono soltanto il 36% degli intervistati dall’ultima indagine Eurobarometro pubblicata oggi in occasione dell’udienza che Parlamento europeo e Commissione europea tengono oggi insieme per discutere dei progressi e degli ostacoli che ancora incontrano i cittadini europei nell’esercizio dei propri diritti. Il 2013 è l’Anno europeo dei cittadini e il tema dei diritti sarà al centro delle iniziative comunitarie.

Nell’indagine Eurobarometro è stato chiesto ai cittadini di esprimersi sulla loro condizione di europei e sui diritti ad essa associati. Nel complesso, gli intervistati sanno di poter godere della maggior parte di questi diritti, compreso il diritto di petizione presso le istituzioni UE (89%), libera circolazione (88%), non-discriminazione fondata sulla nazionalità (82%), protezione consolare (79%) e partecipazione a un’iniziativa dei cittadini (73%). Se più di un terzo degli intervistati (36%) si reputa ben informato su questi diritti (in aumento di 5 punti percentuali rispetto al 2007), solo il 24% ritiene di sapere come procedere nel caso i suoi diritti UE non siano rispettati. Per quanto riguarda il diritto di libera circolazione, l’idea che apporti vantaggi economici per il proprio paese è condivisa dalla netta maggioranza degli intervistati in tutti i 27 Stati membri.

Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza, si è così espressa: “Gli europei tengono molto ai loro diritti di cittadini dell’UE e oggi sono più che mai consapevoli di averne. Resta però ancora molto da fare per permettere loro di fruirne appieno e per coinvolgerli più direttamente nel processo decisionale dell’Unione europea. Nel corso di quest’anno, che è l’Anno europeo dei cittadini, parteciperò a incontri pubblici in varie città dell’Unione, per raccogliere timori e idee riguardo ai diritti UE, ascoltare proposte per migliorare la situazione e capire come i cittadini vedono il futuro dell’Europa. L’Europa non può essere costruita senza il contributo diretto degli europei. Ecco perché stiamo cambiando radicalmente il modo di concepire le politiche europee al fine di permettere ai cittadini di dire la loro”.

L’8 maggio 2013 la Commissione europea pubblicherà la nuova relazione sulla cittadinanza dell’UE che traccerà il bilancio delle 25 azioni annunciate nella prima relazione sulla cittadinanza dell’UE del 2010 e riferirà in merito agli ostacoli sormontati negli ultimi tre anni.

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