Europa 7, Corte Europea dei diritti dell’uomo multa l’Italia per 10 mln di euro

E’ più che salato il verdetto che arriva da Strasburgo sulla vicenda dell’emittente televisiva Europa 7 di Francescantonio Di Stefano: l’Italia deve pagare una multa di 10 milioni di euro per non averle concesso le frequenze per 10 anni. Lo ha deciso la Grande Chambre della Corte Europea dei diritti dell’uomo: l’Italia ha violato l’articolo 10, quello sulla libertà d’espressione e d’informazione, della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, e l’articolo 1 (del Protocollo n.1) sulla protezione della proprietà. Violati anche altri articoli e l’Italia deve pagare a Europa 7 ben 10 milioni di euro per i danni materiali e 100.000 euro per le spese legali.

La lunga storia di Europa 7 ha inizio nel 1999, quando la società ottenne la licenza per trasmettere attraverso 3 frequenze, coprendo l’80% del territorio nazionale. Ma per 10 anni non ha avuto la possibilità concreta di trasmettere poiché l’Italia non le ha concesso le frequenze. Mentre per la legge (la n. 249 del 1997) Europa 7 avrebbe dovuto aspettare al massimo due anni per trasmettere, dopo aver ottenuto la licenza, le autorità italiane ci hanno messo lo zampino, interferendo con i suoi legittimi diritti: hanno introdotto continuamente leggi che estendevano il periodo in cui le televisioni che già trasmettevano potevano mantenere la titolarità di più frequenze.

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