Europa, Juncker chiede più sforzi ai ricchi e Draghi conferma 2013 debole

Mentre in Italia si discute ancora dell’Imu, dall’Europa giunge un soffio di cambiamento. L’appello a ritrovare la dimensione sociale dell’unione economica e monetaria europea arriva direttamente dal Presidente dell’Eurogruppo Jean Claude Juncker che oggi, in audizione alla Commissione Affari economici e monetari al Parlamento Europeo, ha parlato di salario minimo in tutti i Paesi della zona euro e di un nuovo senso di solidarietà.

Di fronte ai dati sconcertanti sulla disoccupazione, Juncker ha rivolto il suo sguardo ai ricchi chiedendo loro di fare più sforzi per supportare le conseguenze della crisi. A questo invito si sono aggiunte le parole di Mario Draghi, Presidente della Banca Centrale Europea, che ha sollecitato i Governi dell’area euro a proseguire con le riforme del mercato del lavoro e dei servizi, in modo da aumentare la competitività e stimolare la crescita del Pil e dell’occupazione.

La BCE oggi ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse, con il principale allo 0,75% (che è il minimo storico): “La zona euro può beneficiare di un significativo miglioramento della fiducia sui mercati finanziari mentre sul fronte economico diversi indicatori si sono sostanzialmente stabilizzati su livelli bassi” ha detto Draghi in conferenza stampa confermando che la fase di debolezza dell’eurozona proseguirà in questo 2013.

“La debolezza economica dell’area euro dovrebbe proseguire nel 2013. In particolare, i necessari aggiustamenti di bilancio nei settori finanziari e non finanziari e la persistente incertezza continueranno a pesare sull’attività economica. Nel corso del 2013 l’attività economica dovrebbe gradualmente riprendersi”. E si sta quindi pensando ad una “exit strategy” ovvero ad un percorso di graduale rientro delle misure straordinarie di politica monetaria adottare dalla BCE in questi anni. Ma prima si aspettano segnali di ripresa.

Draghi ha poi parlato chiaramente del mercato del lavoro: “L’elevata disoccupazione giovanile nell’Eurozona è legata a un mercato del lavoro duale dove i giovani hanno scarse tutele mentre gli altri ne hanno molte, quindi la disoccupazione si concentra sulla parte giovane della popolazione. La grande flessibilizzazione del mercato del lavoro avviata agli inizi degli anni duemila è stata concentrata sulla parte giovane della popolazione, quindi quando è arrivata la crisi i giovani sono stati i primi a perdere il loro posto”.

2 Commenti a “Europa, Juncker chiede più sforzi ai ricchi e Draghi conferma 2013 debole”

  1. GA ha detto:

    Ha ragione, correggiamo subito.

  2. Maria Laura Franciosi ha detto:

    Non mi pare che Jean-Claude Juncker sia il presidente del Consiglio dell’Unione europea. Mi pare che sia presidente dell’Eurogruppo (per qualche altro mese soltanto)