Facoltà di farmacia, MNLF: no al numero chiuso, sì alla riforma

Semaforo rosso per il numero chiuso a farmacia e verde invece per un rinnovo del corso di laurea. Si può sintetizzare così l’intervento di Agnese Antonaci, Vicepresidente del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, alla riunione appena conclusa a Roma presso la sede della Fofi sulla riforma del corso di laurea in farmacia. Alla base della presa di posizione del MNLF diversi motivi. Innanzitutto il numero delle immatricolazioni, come quello degli iscritti alla Facoltà è in calo, mentre risulta stabile quello dei neolaureati.

Ponendo a confronto medici e farmacisti il rapporto tra i laureati e di DUE a UNO (circa 7000 medici contro 3500 farmacisti ogni anno), con la differenza che il corso di laurea per i medici è già a numero chiuso.

“Chi paventava esiti catastrofici nei prossimi 5 anni deve ricredersi, non ci saranno 55.000 nuovi farmacisti (più della metà di tutti i farmacisti iscritti all’ordine) ma solo 15,000 farmacisti in più” ha spiegato il MNLF.

Inoltre, la possibilità di trovare lavoro per i neolaureati in farmacia è tra le più elevate nelle professioni sanitarie con un 61,6% che trova lavoro dopo un anno e un 86,6% a cinque anni.

Il MNLF ha avanzato contemporaneamente anche una proposta di riforma del corso di studi in farmacia, una riforma strutturale che incontra la richiesta del mercato del lavoro di una maggiore qualificazione dei laureati.

La riforma dovrebbe avvenire introducendo dopo il secondo anno di corso percorsi di specializzazione predeterminati che lo studente dovrebbe scegliere per proseguire gli studi. Abbiamo pensato – ha chiarito Agnese Antonaci – a specializzazioni all’interno dello stesso percorso universitario in modo da preparare i futuri farmacisti già in grado di affrontare il mercato del lavoro.

 

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