Gli italiani e il 2012? Confesercenti: incertezza e pessimismo

Quali sono le prospettive economiche degli italiani per il 2012? Incerte e abbastanza pessimiste. Il 48% dichiara, infatti, che la situazione economica italiana è pessima e il 36% ritiene di aspettarsi un ulteriore peggioramento delle condizioni economiche della propria famiglia nei prossimi 12 mesi.

Numeri in netto aumento rispetto all’anno scorso, quando era il 33% degli italiani a riterene pessima la situazione economica del Paese e il 19% ad aspettarsi un peggioramento per la propria situazione. E’ quanto emerge dal sondaggio Confesercenti-Swg sulle prospettive economiche degli italiani per il 2012.

Ad affievolirsi sempre di più è la fiducia nel cambiamento: il 47% degli italiani non crede in un cambio di marcia per l’anno appena cominciato, sia in positivo che in negativo, mentre gli ottimisti sono davvero pochi. Soltanto il 17%, contro il 24% dell’anno scorso, è fiducioso in un futuro miglioramento.

Il 2011 è stato caratterizzato dalla prudenza ed ha visto, come non mai, gli italiani sempre più ponderati nella gestione del bilancio familiare e sempre più costretti a dover ridurre le proprie uscite: ben 9 italiani su 10 (l’83% contro il 69% del 2010) hanno tagliato le spese, soprattutto riguardo l’abbigliamento e le calzature, le vacanze e gli acquisti per la casa. Ma più si va avanti, più aumenta la difficoltà degli italiani a far quadrare il proprio bilancio familiare per arrivare senza difficoltà alla fine del mese. Scende di ben 10 punti al 62% la quota di persone che riesce, con il proprio il reddito, a coprire in tranquillità le spese mensili; sale al 28% la fetta che riesce a far fronte a tutte le spese fino alla terza settimana (era il 20% nel 2010). Il 10% confessa, infine, di giungere, con le proprie entrate mensili, solo fino alla seconda settimana.

E qui arrivano le richieste degli italiani alla classe politica? Tra i principali valori che ci si aspetta, ci sono l’onestà (il 45%), la serietà (il 24% ), il valore della moralità (il13%), la solidarietà (il 10%). L’umiltà è la qualità meno richiesta per una buona classe politica, anche se in crescita rispetto allo scorso anno: la scelgono l’8% del campione contro il 4% dell’anno precedente.

 

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