Istat, retribuzioni ai minimi dal 2009. Allarme dei consumatori

Le retribuzioni lorde dei lavoratori italiani sono ai minimi e toccano i valori del 2009: secondo l’Istat nel terzo trimestre del 2011 l’indice destagionalizzato delle retribuzioni lorde per unità di lavoro equivalenti a tempo pieno registra un incremento annuo dell’1,4%. Si tratta di un tasso di crescita più basso dal terzo trimestre del 2009.

Nel frattempo “i prezzi continuano a crescere in maniera inaudita ed inaccettabile – denunciano Federconsumatori e Adusbef – facendo registrare un livello record del tasso di inflazione oltre il 3,3% e, di pari passo, si fanno sempre più pesanti le ripercussioni delle manovre economiche”. “Le ricadute di questo andamento sul potere di acquisto delle famiglie sono gravissime: nel 2014, quando le manovre (quella attuale e le precedenti varate dal Governo Berlusconi) dispiegheranno tutti i loro effetti negativi, si stima una contrazione del -7,7% annuo della capacità di acquisto delle famiglie“.

Una drammatica caduta del potere di acquisto – stimano le Associazioni dei consumatori – che si andrà ad aggiungere a quella registrata da anni, che continua a determinare effetti negativi sull’andamento dei consumi. Solo quest’anno, ad esempio, vi è stata una contrazione che ha interessato persino il settore alimentare (-4%) e quello relativo alle festività natalizie, che subirà una contrazione del -7% (dopo il crollo del -12% registrato nel 2010). Una situazione allarmante, che avrà gravi conseguenze non solo per le famiglie stesse, ma anche per l’intera economia. Ribadiamo che l’unica via d’uscita per invertire tale tendenza è avviare un rilancio dell’economia che non gravi però unicamente sulle famiglie, ma traendo le risorse necessarie attraverso: tassazione delle rendite finanziarie e dei grandi patrimoni, nonché combattendo in maniera determinata l’evasione fiscale e innalzando la tassazione sui capitali scudati almeno al 10%.

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