Figli legittimi e naturali, verso la fine della discriminazione

Oggi la commissione Giustizia del Senato ha licenziato il testo che pone fine alle discriminazioni lessicali, di parentela ed ereditarie dei figli nati dentro e fuori del matrimonio. Discriminazioni lessicali, appunto, che diventano ereditarie e anche di trattamento in Tribunali diversi nelle situazioni in cui i genitori si separino. Tribunali per i Minori i primi e ordinari i secondi.“Il testo uscito dalla commissione Giustizia oggi pone fine a questo trattamento differente e l’appello che ci sentiamo di rivolgere al presidente Schifani e’ che l’aula del Senato lo metta con urgenza in discussione a partire dalla prossima settimana” spiega Donatella Poretti del Partito Radicale.

“Sappiamo che se c’e’ la volonta’ politica il Parlamento puo’ essere rapido, e speriamo non solo per rispondere alle richieste di controriforme elettorali o costituzionali, ma a quelle di una societa’ che corre, si evolve e che la lentezza della leggi spesso non vi si adegua. Sono infatti ormai il 20 per cento dei nuovi nati che sono figli naturali nati da genitori che non sono sposati, ma che non per questo devono essere trattati come di serie b, perfino senza parenti (zii, nonni,…) che possono amarli, ma non considerarli legalmente come appartenenti, ed eredi, legittimi della loro famiglia. Tutta la materia ha bisogno di essere rivista in maniera piu’ complessiva dal riconoscimento delle coppie di fatto, al divorzio breve fino al Tribunale per la famiglia, il Parlamento colga l’opportunita’ unica di questa condizione di un Governo che ha priorita’ economiche e si dedichi alle leggi che interessano la vita quotidiana dei cittadini che devono sopravvivere evitando ostacoli normativi invece che farsi forti della certezza del diritto” conclude la Poretti.

 

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