Forum internazionale della Cooperazione, Legambiente: individuare obiettivi globali

“Se vogliamo davvero rilanciare la cooperazione internazionale i temi affrontati dalle istituzioni, vanno tradotti al più presto, in azioni concrete.  La cooperazione internazionale deve essere centrale nelle politiche estere di tutti i paesi, a partire dal nostro,così come devono esserlo i temi ambientali. Perché noi riteniamo che nel mondo attuale, il cambiamento più forte in assoluto è rappresentato dalle crisi ambientale e climatica. Ed è per questo che la cooperazione, che va rilanciata e sostenuta con forza, deve essere capace di costruire pace e sostenibilità ambientale e sociale”. E’ questo il commento di Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente, in riferimento al Forum internazionale della Cooperazione che si conclude oggi a Milano.
Il Forum – ha spiegato il ministro Andrea Riccardi – ha l’obiettivo di rimettere in moto un’Italia che da troppi anni ha un atteggiamento di introversione rispetto alle grandi sfide della globalizzazione, della cooperazione e dell’aiuto allo sviluppo. Il Forum di Milano vuole innanzitutto rappresentare una grande battaglia culturale: vogliamo spiegare agli italiani che la cooperazione non è solo un fatto di natura umanitaria, ma una grande opportunità per il nostro Paese. Inoltre,intendiamo  mettere per la prima volta dopo tanti anni intorno allo stesso tavolo tutti gli attori della cooperazione: istituzioni pubbliche, enti locali, Ong, mondi dell’economia, della cultura  e del sociale. Perché per  la cooperazione del futuro servono idee, proposte e capacità di fare sistema. Chi fa cooperazione non è un eroe solitario, ma un costruttore del futuro italiano nell’era della globalizzazione”.
Gubbiotti condivide il punto di vista del Ministro sostenendo che  “è necessario individuare un nuovo modello di sviluppo globale; occorre impegnarsi per una governance democratica mondiale e per un sistema multilaterale ridefinito in accordo con un mondo sempre più multipolare e con un contesto internazionale profondamente cambiato”.

È importante quindi individuare Obiettivi Globali, stabilendo target declinati a livello nazionale e regionale e riprendendo la riflessione avviata in occasione della Conferenza ONU Rio+20 sugli indicatori di sviluppo sostenibile (SDGs, Sustainable Development Goals), che possono promuovere un’azione globale più incisiva su aree chiave per la sostenibilità ambientale, quali i modelli di consumo, l’energia, la biodiversità e la sicurezza alimentare. In vista della prossima Cop18 di Doha, i nuovi indici devono essere in grado di “misurare e definire” lo sviluppo tenendo conto delle sue tre dimensioni inscindibili: crescita economica, equità sociale e sostenibilità ambientale.

“Serve un processo consultivo che coinvolga non solo le istituzioni internazionali e i governi nazionali e regionali – ha concluso Gubbiotti – ma interpelli anche la società civile dando voce ai settori sociali più vulnerabili”.

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