Gioco d’azzardo, si muovono anche i deputati

Dipendenza dal gioco, ossessione dell’azzardo. Che siano lotto o scommesse sportive, corse dei cavalli, videopoker o slot machine, la dipendenza e l’ossessione nei confronti del gioco e della quotidiana dose di azzardo sembra una delle patologie più nuove e allo stesso tempo diffuse. Il gioco infatti non conosce crisi economica.

La crisi economica non ha affatto fermato il gioco, un settore che viaggia, al contrario, a gonfie vele. Di fronte a un problema sociale sempre più diffuso, il Partito democratico ha chiesto una indagine conoscitiva e una nuova legge sul settore, mentre il deputato Augusto Di Stanislao (Idv) ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’economia e delle finanze chiedendo di ridurre l’incentivazione del gioco indotta da marketing e pubblicità.

“Visto il continuo aumento delle persone dipendenti da giochi d’azzardo, si rende necessario svolgere una indagine conoscitiva su questo fenomeno che sta diventando un vero e proprio problema sociale e una nuova forma di patologia”: è quanto ha detto Margherita Miotto, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera, che ha presentato al presidente della commissione Giuseppe Palumbo una proposta di indagine conoscitiva sul gioco d’azzardo.

“Dal 2002, anno in cui il gioco d’azzardo è diventato un ‘affare di Stato’ gestito legalmente dei monopoli di Stato – prosegue Miotto -, è stato registrato un incremento spaventoso ed esponenziale delle offerte di gioco in ogni luogo e con ogni modalità. Di pari passo sono aumentati i soldi spesi dagli italiani per giocare: nel 2002 erano 17,32 miliardi di euro, nel 2010 sono diventati 61 miliardi di euro. Questi dati da soli dimostrano che il fenomeno del gioco d’azzardo legale in Italia abbia assunto dimensioni amplissime. L’incremento dei soldi impegnati dalle famiglie nel gioco non ha registrato nessuna diminuzione neanche a fronte della crisi economica. Si è così venuta a crearsi una nuova patologia, la ludopatia come forma di dipendenza dal gioco, che rappresenta un costo sociale elevato. Si stima che i malati da gioco compulsivo siano più di un milione”. Senza contare le infiltrazioni della criminalità organizzata, che ha fiutato l’affare e la redditività del settore.

Che il problema sia esploso lo dimostrano diverse recenti indagini. Il dossier “Azzardopoli” presentato di recente dall’associazione Libera ha evidenziato l’infiltrazione della criminalità nel settore – il fatturato illegale, secondo una stima prudente, si aggira intorno ai 10 miliardi di euro – e le dimensioni di un fenomeno che, lungi dal risentire della crisi economica, mobilita il 4% del Pil nazionale e vale 76,1 miliardi di euro di fatturato legale.

Ci sono circa 800 mila dipendenti da gioco d’azzardo all’interno di un’area di quasi due milioni di giocatori a rischio, ha evidenziato Libera. Un grido d’allarme che ben si accompagna a quanto rivelato da un’altra ricerca, effettuata dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr), pubblicata su Springer Science: giocano d’azzardo quattro italiani su dieci. Sono circa 17 milioni le persone che si pensa siano coinvolte nei gioco d’azzardo, tanto che i ricercatori hanno parlato espressamente di “epidemia sociale”.

I numeri di questa ricerca sono stati richiamati dall’interrogazione a risposta scritta presentata da Augusto Di Stanislao alla Camera dei Deputati. Nell’interrogazione viene ricordato, fra l’altro, il dato della ricerca Ifc-Cnr per il quale dichiara di aver giocato almeno una volta negli ultimi dodici mesi il 36% dei 15-24enni (equivalente a 2,2 milioni di giovani adulti), composto dal 27% di giocatori sociali e dal 9% di problematici, questi ultimi corrispondenti a 500 mila persone.  I giovani, secondo la ricerca, in generale giocano meno ma presentano situazioni più problematiche.  E, rileva la ricerca, il fatto che siano i maschi i più coinvolti risiede anche nel marketing, che presenta una vasta offerta di scommesse sportive, poker online e slot machine, mentre solo di recente la pubblicità si sta orientando al pubblico femminile.

Nell’interrogazione si chiede dunque “come il Governo stia affrontando ed arginando il problema del gioco d’azzardo ed in particolare se non ritenga necessario diminuire l’incentivazione del fenomeno del gioco, divenuto oramai una piaga sociale, che con «Gratta & Vinci», «Superenalotto», lotterie istantanee, scommesse varie, incoraggia i cittadini e soprattutto i giovani, con piccole somme per volta, ad indebitarsi e ad affidarsi alla «fortuna» anziché ad avere fiducia e sostegno da parte delle istituzioni”.

 

di Sabrina Bergamini

Comments are closed.