Giornata europea del consumatore: 33 anni di diritti da non perdere di vista

Il 15 marzo è un giorno importante per l’universo consumeristico. Da 33 anni, infatti, in questa data si celebra la giornata mondiale ed europea del consumatore. Correva l’anno 1962 e il presidente americano John F. Kennedy, nel suo discorso al Congresso enunciò i quattro diritti inalienabili dei consumatori, ossia il diritto alla sicurezza, il diritto ad essere informati, il diritto alla scelta e il diritto ad essere ascoltati. Per la prima volta tali diritti venivano individuati ed esplicitati con chiarezza.

Sarà poi nel 1985 che i diritti citati da Kennedy nel 1962 saranno completati con l’emanazione delle Linee Guida della protezione dei consumatori da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che ha introdotto il diritto a veder soddisfatti i bisogni primari, il diritto al risarcimento, il diritto all’aggiornamento e alla formazione al consumo, il diritto alla conservazione dell’ambiente e il diritto alla rappresentanza degli interessi politici.

Il 15 marzo è quindi la data simbolo scelta per fare il punto ogni anno sulla situazione dei diritti dei consumatori e correggere eventualmente il tiro in funzione delle nuove dinamiche in corso eliminando ciò che ostacola la protezione dei consumatori.

Dal 1986 (anno della prima edizione della Giornata) ad oggi il tema dei diritti dei cittadini-consumatori è più attuale che mai.

In questa giornata”, dichiara Carlo De Masi, presidente di Adiconsum nazionale, “vogliamo ricordare alcune vittorie a favore dei consumatori come la garanzia legale di conformità di 24 mesi per l’acquisto di beni di consumo, l’obbligo di inserire nei contratti il diritto di recesso e le informazioni riguardanti il produttore e il divieto di applicare clausole vessatorie, l’interdizione di far pagare commissioni in caso di pagamento con mezzi elettronici e così via, ma anche rimarcare il fatto che nonostante il riconoscimento di questi diritti, sono ancora molte, troppe, le pratiche commerciali scorrette, sempre più sofisticate, a danno dei consumatori. Vogliamo ricordare, infine, ma non ultime, la validità e l’efficacia delle procedure stragiudiziali per la risoluzione, in tempi rapidi e costi minimi, dei contenziosi tra consumatore e impresa quali la conciliazione paritetica e l’ADR (Alternative Dispute Resolution) con i suoi organismi ADR e ODR.

Ma le sfide da affrontare sono ancora molte: tra le più urgenti, ci sono la tutela dei dati dei consumatori, sempre più a rischio, e lo sviluppo di un consumerismo sempre più consapevole e sostenibile.

 

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