Giovani, Oxfam: crescono disuguaglianze fra generazioni, in futuro si starà peggio

Si studia e si comincia a lavorare ma in futuro si avrà una posizione sociale ed economica peggiore rispetto alle precedenti generazioni. Ne è convinto il 66% dei giovani italiani. Mentre l’80% ritiene che in Italia sia accentuata la disuguaglianza intergenerazionale, col risultato di sentirsi penalizzati soprattutto per la precarietà del lavoro, per le minori tutele contrattuali esistenti, per l’incertezza generale verso il futuro. A dirlo è il sondaggio Demopolis “I giovani italiani e le disuguaglianze” condotto per Oxfam Italia, che ricorda come la disuguaglianza sia fenomeno globale.

L’indagine dà conto della percezione delle disuguaglianze tra i giovani italiani e fotografa un paese in cui per il 66% degli intervistati, chi studia o inizia a lavorare occuperà in futuro una posizione sociale ed economica peggiore della precedente generazione. Per il 25% questa posizione sarà più o meno uguale e solo il 9% pensa che sarà migliore.

Sono 3 milioni in Italia i giovani tra i 18 e i 34 anni che non studiano e hanno assunto un atteggiamento rinunciatario rispetto alle prospettive di lavoro ed apprendimento. I giovani si considerano penalizzati soprattutto per precarietà del lavoro e minori tutele contrattuali, al primo posto fra le motivazioni date (78%), seguiti da incertezza sul futuro (75%), retribuzione bassa o inadeguata (70%), prospettive previdenziali e accesso alla pensione (67%). Il sondaggio evidenzia poi il disorientamento dei giovani: 4 su 10 ritengono di non possedere oggi le informazioni sul mercato del lavoro necessarie per le scelte professionali o lavorative da assumere. Per il 58% dei giovani la scuola pubblica garantisce solo in parte e con livelli di qualità differenti l’uguaglianza di opportunità. Per 3 intervistati su 10 non vi riesce affatto.

Il 72% dei giovani italiani ritiene che, negli ultimi 5 anni, le disuguaglianze nel nostro Paese siano aumentate. Interrogati su quali misure o politiche potrebbero contribuire a ridurre le disuguaglianze, le prime indicazioni date riguardano lotta ad evasione ed elusione fiscale (73%), contrasto alla corruzione (72%), politiche del lavoro più efficienti (57%), salario orario minimo e maggiori tutele contrattuali (55%), misure di integrazione o sostegno al reddito (48%).

Il sondaggio evidenzia poi che due terzi dei giovani intervistati mostra consapevolezza della dimensione globale della disuguaglianza. Un fenomeno, ricorda Oxfam, la cui crescita riguarda tanto le economie avanzate quanto i contesti più vulnerabili dei Paesi in via di sviluppo.

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