Green Hill, domani in Cassazione nuova fase del processo

Una nuova tappa nella vicenda del sequestro preventivo di cuccioli di beagle di Green Hill. Domani, la Suprema Corte di Cassazione sarà chiamata a esprimersi sul ricorso proposto dalla Procura della Repubblica di Brescia contro l’annullamento del sequestro preventivo da parte del Tribunale del Riesame di Brescia. Una nuova importante tappa giudiziaria, dopo la rinuncia del 19 febbraio da parte di Green Hill al ricorso in Cassazione contro il sequestro probatorio degli oltre 2600 beagle affidati l’allevamento di cani per la vivisezione di Montichiari.

L’udienza sarà svolta a porte chiuse, ma Legambiente e LAV, custodi giudiziari dei cuccioli dati in affidamento a molte famiglie,  saranno fuori dalla Cassazione per esprimere il pieno supporto all’operato della Procura e confidano che il ricorso venga accolto in toto. In questi mesi, le Associazioni attraverso le famiglie affidatarie hanno potuto osservare i cuccioli e rendersi conto di come la loro salute sia stata compromessa da tanti anni di “reclusione” in Green Hill. Ad esempio, spiegano Legambiente e LAV, si è potuto constatare che una altissima percentuale delle fattrici utilizzate da Green Hill ha mostrato segni di proestro una volta al mese, ed addirittura, in alcuni casi ogni 15 giorni, anziché ogni sei mesi come avviene normalmente.

“Stiamo indagando sul perché di questa grave anomalia, che influisce negativamente sulle condizioni di salute di questi poveri cani, in particolare si sta tentando di verificare se ci sia da mettere in relazione con la somministrazione illegittima di farmaci volti appunto a provocare una situazione di continua capacità riproduttiva” fanno sapere le associazioni.

Intanto, in attesa dell’udienza di domani, oggi Green Hill ha ottenuto una nuova sconfitta giudiziaria: il Gip, infatti,  ha bocciato il nuovo tentativo della proprietà dell’allevamento dei cani per la sperimentazione animale di Montichiari che aveva sì rinunciato la scorsa settimana al precedente esame della Suprema Corte di Cassazione, ma solo per tentare una nuova strada con la richiesta di dissequestro presentata al Tribunale di Brescia.

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