Fraternité. Legambiente in piazza per la libertà di movimento dei migranti

Oggi, 14 luglio, in Francia si celebra l’anniversario della presa della Bastiglia, l’evento che ha segnato l’inizio della Rivoluzione francese e il progressivo affermarsi di idee e principi che fanno ancora parte della nostra vita attuale. Libertà, uguaglianza e fraternità sono concetti che hanno una valenza significativa per il mondo intero e che sono alla base dell’Unione europea sebbene siano duramente messi in discussione da quanti vorrebbero un’Europa come fortezza chiusa e ostile ai processi migratori.

Per difendere i principi fondanti dell’Europa, Legambiente, insieme a molte altre organizzazioni sociali e sindacali, movimenti e Ong, per la libertà di movimento dei migranti, per il soccorso e l’accoglienza dei profughi, sarà oggi in piazza a Roma.

I valori di libertà, fraternità e uguaglianza affermati due secoli fa con quella rivoluzione, oggi si svuotano di senso davanti alle prese di posizione del neo presidente francese Macron sull’immigrazione e le stesse decisioni assunte dall’Unione Europa”, afferma Vittorio Cogliati Dezza, responsabile migranti e interdipendenza di Legambiente.

La manifestazione si svolgerà davanti alle rappresentanze francesi in Italia e ai porti di sbarco per esprimere il dissenso verso un’Europa che intende barricarsi dietro la distinzione tra profughi di guerra e profughi economici e ambientali, spiegano dall’associazione ambientalista.

L’Europa deve rivedere le regole dell’accoglienza e restituire al Mediterraneo il ruolo di cerniera tra culture e mondi che cooperano, imboccando senza esitazioni la strada della pace, della solidarietà e dell’accoglienza. Non possiamo più accettare diritti differenziati tra chi fugge dal suo paese”, conclude Cogliati Dezza. “Senza le Ong”, ricorda poi Legambiente, “il Mediterraneo accoglierebbe un numero molto più alto di morti. A livello nazionale non va fatto nessun passo indietro sull’accoglienza e va riconosciuto il diritto dell’accoglienza a tutti coloro che fuggono dalla guerra, dalla fame, dai disastri ambientali e climatici, va cancellato il reato di clandestinità e rapidamente riconosciuto il diritto di cittadinanza”.

 

 

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