Immigrazione, da Italia a Tunisia “Boats 4 People” per un Mediterraneo solidale

Impedire altre morti alle frontiere marittime, difendere i diritti dei migranti in mare, rivendicare libertà di movimento per tutti. E insieme chiedere all’Europa di porre fine ai controlli violenti alle frontiere marittime, e ai paesi africani di non sottoscrivere accordi di riammissione che violino i diritti umani. Sono le richieste di “Boats 4 People”, una coalizione internazionale di organizzazioni della regione Mediterranea, dell’Africa e dell’Europa, che in questi giorni sta facendo una traversata dall’Italia alla Tunisia per chiedere un Mediterraneo solidale e non un Mare Nostrum di vittime delle migrazioni. Dopo aver fatto tappa a Palermo, la goletta di “Boats 4 People” si recherà a Tunisi e a Monastir. L’iniziativa si chiuderà a Lampedusa il 19 luglio.

“Oggi, il Mediterraneo è attraversato dalle rotte di chi emigra verso l’Europa alla ricerca di una possibilità di sopravvivenza o dell’opportunità di una vita migliore – spiega l’organizzazione online – Alcuni sono portati in salvo dalle autorità e agenzie degli stati europei in circostanze drammatiche per poi essere rinchiusi ed espulsi. Molte, troppe volte, invece, i migranti in difficoltà vengono lasciati alla deriva o respinti verso le coste dei paesi del sud del Mediterraneo”.

La sigla chiede dunque all’Unione europea di porre fine ai controlli violenti alle frontiere marittime e ai governi africani di “rompere con il passato e non sottoscrivere con gli stati europei e con l’UE accordi di riammissione che violino i diritti umani dei migranti”. A tutti i paesi, chiede di rispettare il diritto del mare che sancisce il dovere di tutti i marinai di “procedere con la massima velocità a prestare soccorso alle persone in pericolo” (art. 98 della Convenzione ONU sul diritto del mare).

Al viaggio parteciperà anche Legambiente a bordo di una Goletta verde. “Il vento del cambiamento che arriva dal Nordafrica offre un’occasione nuova, forse irripetibile, per stabilire e consolidare le relazioni di cooperazione tra le ONG  del Mediterraneo – hanno dichiarato Laura Biffi e Maurizio Gubbiotti della direzione nazionale di Legambiente –  aprendo inedite prospettive sui temi dell’ambiente e dello sviluppo. E i popoli del Mare Nostrum devono essere gli attori principali di questo nuovo scenario, che offra risposte ai bisogni di lavoro, democrazia, rispetto dei beni comuni e delle risorse naturali. Per questo vogliamo creare una rete ambientalista capace di elaborare una politica comune, di incidere sulle agende dei governi e di sensibilizzare i cittadini dei Paesi del Mediterraneo”.

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