Fondazione Moressa: lavoratori domestici stranieri, meno 5,2% dal 2010 al 2011

Donna, con un’età media di 43 anni, con 27 ore di lavoro a settimana per un totale di 35 settimane dichiarate e una retribuzione annua di 6.411 euro: è l’identikit del lavoratore domestico straniero. In questo settore la crisi ha colpito in maniera moderata, ma si registra comunque una diminuzione del 5,2% dei lavoratori stranieri dal 2010 al 2011. La flessione non riguarda i lavoratori italiani, che registrano invece un aumento del 3%. Il lavoro domestico rimane comunque appannaggio della popolazione straniera, che copre l’80,3% della manodopera complessiva impiegata nel settore. I dati sono della Fondazione Leone Moressa.

Spiegano i ricercatori della Fondazione: “La popolazione dei lavoratori domestici sembra mantenere alcune caratteristiche di base, quale per esempio la prevalenza di donne, anche se si osserva uno slittamento graduale verso una popolazione più anziana e verso livelli di reddito leggermente più elevati. Questa tendenza rispecchia il trend generale di invecchiamento e radicamento sul territorio che sta seguendo l’intera popolazione straniera.Tuttavia, anche in questo settore che ha reagito meglio di altri alla crisi economica, gli stranieri hanno subito una contrazione maggiore degli italiani rispetto al 2010”.

Rispetto al 2010 la retribuzione delle donne straniere è aumentata del 10%. La maggioranza (60,2%) degli stranieri impiegati in questo settore proviene dall’Europa. In tutto, i contribuenti stranieri sono circa 770 mila, dei quali oltre il 60% rappresentato da lavoratori provenienti dall’Europa dell’Est e il 17,6% dall’Asia orientale. Oltre un terzo dei lavoratori domestici presenti in Italia si concentrano in due regioni: Lombardia (20,2%) e Lazio (17,2%). Roma, Milano e Torino sono le prime tre province per numero di lavoratori domestici: la Capitale, con oltre 109 mila iscritti all’Inps raccoglie il 15,5% dei lavoratori domestici italiani, seguita da Milano (11,7%) e Torino (4,8%).

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