Jorge Pegado Liz (CESE): “La Better Regulation non dimentichi il consumatore”

Semplificare non è uguale a deregolamentare: i consumatori vanno protetti e messi al centro dei processi di snellimento burocratico e normativo. Lo hanno ribadito in tanti al Comitato Economico e Sociale Europeo durante la Giornata del Consumatore. Ma, nonostante gli sforzi, sembra che il cittadino/consumatore continui ad essere l’anello debole di una relazione, quella tra chi acquista e chi vende, per sua natura stessa sbilanciata a favore di questi ultimi.

Lo afferma chiaramente anche Jorge Pedado Liz, giurista portoghese e consigliere del CESE, che sottolinea il carattere assolutamente vulnerabile di tutti i consumatori molto lontani dal “mito del “consumatore medio” informato e diligente per il quale essere informato è essenziale al fine di operare decisioni economiche razionali”.

“Siamo tutti d’accordo sulla necessità di “Legiferare Meglio”. Ciò che si contesta nel pacchetto sulla “Better Regulation” e nella piattaforma REFIT è l’eccessiva burocrazia, la quantità di studi preventivi, le analisi di impatto ex ante e ex post, le consultazioni inorganiche e non rappresentative che si traducono in dilazioni procedurali enormi che nascondono la volontà politica di non voler fare niente di concreto. Il pacchetto non si traduce quindi in una vera semplificazione né in una migliore coordinazione e codificazione dei testi legali. Si teme invece che tutto ciò abbia come scopo l’eliminazione di diverse misure a protezione del consumatore, a solo beneficio delle imprese e dei lobby”.

Che cosa può fare di più la Commissione e le altre istituzioni europee? Quali azioni devono essere considerate prioritarie?

“Si devono riprendere le idee originarie dei Trattati, secondo le quali lo scopo del mercato unico sarebbe quello di conquistare al fiducia dei consumatori, in un clima di sana competizione, armonizzazione e progressiva integrazione per il benessere e il progresso dei popoli dell’Europa. Prioritario sarebbe dunque mettere le persone, i cittadini, al centro della realizzazione del mercato unico, nella prospettiva più umana dell’economia sociale di mercato”.

Sul piano concreto, i processi di semplificazione attuati nei vari contesti nazionali hanno portato a risultati piuttosto deludenti per quanto riguarda il lato dei consumatori. Prova ne è il fatto che molte delle nostre pubbliche amministrazioni pubbliche continuano ad essere ingabbiate nel così detto “red tape” (trappola burocratica) nel momento stesso in cui provano a recepire una disposizione europea.

Eppure, il ruolo della società civile organizzata potrebbe essere fondamentale per raggiungere obiettivi concreti. “I partner della società civile organizzata, rappresentati al CESE, godono di una posizione particolarmente privilegiata per trasmettere alle istituzioni comunitarie le reali preoccupazioni e la voce dei cittadini europei, sia che si tratti di imprese, lavoratori, consumatori, famiglie, liberi professionisti o altri gruppi d’interesse. Bisogna quindi che le istituzioni europee prendano nella dovuta considerazione il parere, le risoluzioni, le dichiarazioni e le esigenze che provengono dal CESE nel momento in cui definiscono e adottano delle nuove misure”.

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