#iosegno, UNC sostiene petizione per riconoscimento ufficiale della lingua dei segni

I non udenti comunicano attraverso la lingua dei segni, ma spesso incontrano delle barriere da parte della stessa società che non favorisce una piena integrazione. A cominciare proprio dalla lingua, che non viene riconosciuta ancora come ufficiale. Da qui è nata la petizione “Io segno la LIS (Lingua italiana dei segni). Ma lo Stato italiano non riconosce la mia lingua. #iosegno.

Lanciata da un gruppo di ragazzi sordi, tutti sotto i 30 anni, coinvolti nel progetto Radio Kaos ItaLis, la petizione chiede ai Presidenti e ai capigruppo del Senato e della Camera dei Deputati di adoperarsi affinché anche in Italia venga riconosciuta ufficialmente la LIS.

L’Unione Nazionale Consumatori dà il suo sostegno alla campagna. “Dopo la bella esperienza dello scorso anno quando un nutrito gruppo di sordi è stato ospite del nostro Premio Vincenzo Dona tradotto in lingua dei segni ci sentiamo particolarmente vicini alle persone con questo tipo di disabilità – afferma il Segretario generale dell’Unc Massimiliano Dona –  e si è rafforzata la nostra convinzione che il riconoscimento della LIS come una vera e propria lingua sia fondamentale per garantire ai sordi la libertà di comunicare e integrarsi”.

“Non solo – aggiunge Dona – non dimentichiamo che i sordi, come anche altre persone con disabilità, sono consumatori ed è dunque fondamentale che abbiano le stesse tutele degli altri soggetti del mercato, ma anche che siano messi nella condizione di poter esercitare in maniera consapevole l’atto di consumo”.

L’UNC accoglie con soddisfazione l’impegno del Presidente Pietro Grasso a sollecitare una nuova iniziativa legislativa per il riconoscimento della lingua dei segni come lingua a tutti gli effetti, ma siamo convinti che il vero obiettivo non deve essere la semplice integrazione, ma la partecipazione consapevole di tutti i soggetti, anche i più deboli, alla vita collettive e dunque al mercato.

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