Istat, 25% di famiglie in situazione di povertà

Un’ennesima fotografia drammatica dell’Italia: una famiglia su 4 è in una situazione di ”deprivazione” ovvero ha almeno 3 dei 9 indici di disagio economico come ad esempio non poter sostenere spese impreviste, arretrati nei pagamenti o un pasto proteico ogni due giorni. Lo dice ill Rapporto Noi Italia dell’Istat secondo cui il disagio economico è cresciuto dal 22,3% del 2011 al 25% del 2012, con picchi del 41% al Sud.

Con la crisi hanno superato la cifra record di 10 milioni gli italiani che non riescono a permettersi un pasto proteico adeguato almeno ogni due giorni, Sono in situazione di deprivazione circa 15 milioni di persone in 6,3 milioni di famiglie. Al Sud la percentuale del disagio sale al 41% (in crescita dal 37,6% del 2011) mentre nel Nord Est è limitata al 13,5% (in calo dal 15,2%). Nel Centro nel 2012 si è registrato una crescita delle situazioni di disagio con le famiglie in queste condizioni passate dal 18,6% al 21,6%. Nel Nord Ovest sono il 17,2% in crescita di due punti percentuali.

Poi c’è un 14,4% di persone che hanno più di 4 indici e vivono quindi in una situazione di grave deprivazione, con differenze marcate tra i diversi indicatori: solo il 2,4% delle famiglie dichiara di non potersi permettere l’acquisto di una lavatrice, un televisore a colori, un telefono o un’automobile, mentre sono il 50,5% del totale quelle che non possono permettersi una settimana di vacanza lontano da casa. Circa il 22% delle famiglie dichiara di non riuscire a riscaldare adeguatamente l’abitazione e il 17,5% di non potersi permettere un pasto adeguato almeno ogni due giorni.

Circa l’11% delle famiglie residenti è rimasto in arretrato con almeno un pagamento tra mutuo, affitto, bollette o debiti diversi dal mutuo e il 42,9% non riuscirebbe ad affrontare una spesa imprevista di 800 euro. Il panorama regionale mette in evidenza il forte svantaggio dell’Italia meridionale e insulare, con valori in alcuni casi più che doppi rispetto alla media nazionale. Le situazioni più gravi si registrano tra le famiglie residenti in Sicilia (53,2%).

“La punta dell’iceberg di questa situazione sono i 4.068.250 i poveri che nel 2013 in Italia sono stati addirittura costretti a chiedere aiuto per il cibo da mangiare” sottolinea la Coldiretti. Tra questi si contano ben 428.587 bambini con meno di 5 anni di età e 578.583 over 65 anni dieta che sono dovuti ricorrere ad aiuti alimentari. In particolare – conclude la Coldiretti – 303.485 persone hanno beneficiato dei servizi mensa, mentre sono ben 3.764.765 i poveri che nel 2013 hanno avuto assistenza con pacchi alimentari che rispondono maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) che per vergogna prediligono questa forma di aiuto piuttosto che il consumo di pasti gratuiti in mensa.

Per il Codacons, al di là della definizione ufficiale di deprivazione materiale, per la quale è necessario avere almeno 3 dei 9 indici di disagio economico, la realtà è che ormai il 50% degli italiani è in difficoltà e fatica ad arrivare alla fine del mese, come dimostrato dal dato secondo il quale il 50,5% degli italiani non può nemmeno permettersi una settimana di vacanza lontano da casa. Persino nel dopoguerra gli immigrati italiani si prendevano il mese di agosto di ferie per tornare nel paese natio.

Inoltre se l’Istat avesse fatto un confronto europeo sia rispetto alla povertà relativa e assoluta sia rispetto agli indicatori di deprivazione, ci saremmo accorti di come gli italiani stanno peggio degli altri europei. “Il Governo Letta farebbe bene a fare un dl antipovertà, riducendo le tasse ai poveri e aumentandole a speculatori, ricchi ed evasori – scrive il Codacons – Oggi il Parlamento sta discutendo di Iva. Perché non abbassare l’Iva sui beni necessari e chiave come carburanti e gas (portandola tutta al 10%), compensando il minor gettito con un’aliquota al 27% su beni di lusso come pellicce, pietre preziose, perle, oro, argento, eccetera?”

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