Istat: disoccupazione giovanile oltre il 40%

Numeri drammatici sul fronte del lavoro. La fotografia di una crisi continua arriva dall’Istat: ad agosto, secondo le stime dell’Istituto, il tasso di disoccupazione si attesta al 12,2%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,5 punti nei dodici mesi. E’ il livello più elevato dal primo trimestre del 1977. Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 127 mila, aumenta dell’1,4% rispetto al mese precedente (+42 mila) e del 14,5% su base annua (+395 mila). E fra i giovani la disoccupazione sfonda quota 40%.

Tra i 15-24enni, rileva l’Istat, le persone in cerca di lavoro sono 667 mila e rappresentano l’11,1% della popolazione in questa fascia d’età. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero l’incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 40,1%, in aumento di 0,4 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 5,5 punti nel confronto tendenziale.

Per Federconsumatori e Adusbef sono dati che, in tutta la loro gravità, “descrivono chiaramente la situazione di vero e proprio allarme in cui si trova il Paese. La perdita del lavoro è, infatti, uno dei fattori più gravi che caratterizza ormai da anni la nostra economia”.

“Tale andamento, purtroppo, in assenza di interventi immediati non potrà che peggiorare – denunciano Federconsumatori e Adusbef – L’aumento dell’Iva che scatterà oggi, infatti, avrà un forte impatto sulle famiglie (con ricadute dirette ed indirette di +207 euro annui), accentuando la caduta già allarmante dei consumi (basti pensare che, nel biennio 2012-2013, la contrazione dei consumi secondo le nostre stime risulta pari al -7,8%, che equivale ad una diminuzione della spesa complessiva delle famiglie di circa 60 milioni di euro). L’ulteriore spinta al ribasso dei consumi avrà un impatto negativo sul versante della produzione, che alimenterà, quindi, disoccupazione e cassa integrazione”. Insomma: l’Italia, concludono le due associazioni, si trova ormai “nel pieno di una spirale depressiva”.

Secondo Confesercenti, che fa il punto sull’imprenditoria giovanile, “in meno di tre anni, hanno perso l’attività più di 60mila giovani imprenditori del commercio e del turismo: nemmeno l’imprenditoria nei due settori, che per decenni ha assorbito la disoccupazione del Paese, riesce più a tenere il passo di questa lunghissima crisi occupazionale, pur offrendo ancora qualche opportunità: i giovani continuano a improvvisarsi imprenditori per mancanza di occupazione, ma il mercato è difficilissimo e con l’arrivo dell’aumento dell’aliquota IVA le cessazioni sono destinate ad aumentare”.

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