Lavoro, CdM vara pacchetto da 1,5 mld di euro

Mobilitate risorse per 1 miliardo e mezzo di euro sul lavoro: il Consiglio dei ministri ha infatti licenziato il decreto legge che contiene le misure in favore del lavoro. Il testo sul lavoro prevede un incentivo fino a un massimo di 650 euro mensili per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato. L’incentivo è istituito in via sperimentale ed è destinato ai giovani di età compresa fra i 18 e i 29 anni: i giovani devono essere privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, essere privi di un diploma di scuola media superiore o professionale, vivere da soli con una o più persone a carico.

E arrivano i primi commenti. Il Presidente dell’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli, ha dichiarato che dopo il “decreto del fare”, i provvedimenti varati oggi dal Consiglio dei Ministri per l’occupazione giovanile rappresentano un secondo passo in avanti nella giusta direzione per la ripresa dello sviluppo e dell’occupazione, pur nelle limitate risorse previste. “Sollecitiamo ora il Governo – ha aggiunto il Presidente Patuelli – a varare al più presto anche provvedimenti che correggano la normativa, solo in Italia avversa alle banche, sul trattamento fiscale delle perdite su crediti che frena la concessione di nuovi prestiti”.

L’Associazione nazionale comuni italiani è invece preoccupata della mancata discussione in CdM dei precari della Pubblica amministrazione. “Con preoccupazione apprendiamo che nel Consiglio dei Ministri tenutosi stamane non sono state affrontate, come annunciato, le problematiche relative al personale precario nelle Pubbliche amministrazioni – dichiara Umberto Di Primio, Sindaco di Chieti e Delegato ANCI alle politiche per il personale – Richiamo ancora una volta l’attenzione del Governo sul problema del personale a tempo determinato della P.A. ed in specie su quello impiegato nel comparto degli Enti locali che necessita di un trattamento differente per specificità d’utilizzo e diversità contrattuale. Ci attendiamo che sul tema, proseguendo il confronto già avviato con il Ministro D’Alia, vi sia un altro incontro per definire le soluzioni da inserire in un prossimo provvedimento”. Di Primio sottolinea anche come il problema del precariato nei Comuni “si presenti con particolare allarme relativamente al settore della scuola, per il personale educativo e docente ivi impiegato, ma anche relativamente ai lavoratori socialmente utili ed interinali, argomenti, questi, che richiedono interventi ad hoc da parte del Governo. Chiediamo, per questo, al Ministro un ulteriore incontro per definire un percorso utile a dare risposte in materia di personale precario”.

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