Liberi farmacisti denunciano falsi stage in farmacia

Con gli stage i neolaureati in farmacia stanno diventando forza lavoro a basso costo e a rischio disoccupazione e talvolta vengono impiegati con mansioni di magazziniere o di tuttofare: “L’uso disinvolto degli stage si traduce in una comoda alternativa all’apprendistato e agli altri contratti di primo impiego, nonché a tutte quelle forme di lavoro stabile che sulla carta, ma solo sulla carta, si vogliono indicare come dominanti”. E’ la denuncia del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti.

Il Movimento ha inviato una lettera al Ministro del Lavoro Enrico Giovannini e al Commissario Europeo per l’occupazione László Andor denunciando l’abuso che le farmacie stanno facendo dei tirocini formativi e di orientamento, i cosiddetti “stage”. Nelle farmacie, afferma la sigla, si assiste “ad un aumento della disoccupazione con uno sfruttamento dei neolaureati che di fatto non svolgono alcun percorso formativo ma finiscono per diventare semplicemente forza lavoro a basso costo (3/400 euro lordi al mese)”.

Tutto questo, spiega il Movimento, in un contesto nel quale “i farmacisti svolgono già un tirocinio formativo in farmacia all’interno del proprio percorso universitario di sei mesi, tirocinio obbligatorio e propedeutico ad ottenere la laurea e quindi l’abilitazione; tra i soggetti promotori degli stage, che dovrebbero per legge controllare la qualità degli stessi, vengono riconosciute figure in rapporto economico contiguo ai soggetti ospitanti, le farmacie, con il risultato che i controllati sono di fatto in continuità d’interessi con i controllori; solo il 9% degli stage si trasforma in un contratto stabile e questo perché il meccanismo è paragonabile ad una “giostra”: allo stagista viene promessa l’assunzione ma, al termine del contratto, si passa allo stagista successivo senza soluzione di continuità”.

Nel caso degli stage in farmacia, all’assenza di controllo e monitoraggio degli organismi regionali si aggiunge una ulteriore forma di sfruttamento, continuano i liberi farmacisti: “per poter accedere ai concorsi per sedi farmaceutiche i farmacisti debbono aver esercitato per almeno due anni e, pertanto molti colleghi pur di raggiungere tale traguardo si rendono disponibili a prestare la propria attività a titolo completamente gratuito, senza alcuna forma di rimborso a qualsiasi titolo”. L’associazione chiede dunque al Ministro del Lavoro e al Commissario Europeo per l’occupazione “un intervento immediato che punisca tali abusi e stronchi sul nascere un sistema di sfruttamento, che di fatto rende ancora più complicata l’entrata dei giovani nel mondo del lavoro”.

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