Liberi farmacisti: vertici Fofi candidati alle politiche, “assalto delle corporazioni”

Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti chiede sia al Presidente che al Vice Presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi) di dimettersi, in caso di elezione, dal proprio ruolo. Alle prossime consultazioni elettorali si presenteranno infatti come candidati per il Pdl sia il presidente che il vicepresidente della Federazione, Andrea Mandelli e Luigi D’Ambrosio Lettieri. E per i liberi farmacisti dovrebbe valere, anche in assenza di impedimento formale, quanto accade per magistrati e giornalisti, che per condizioni di incompatibilità etica si dimettono.

Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, si legge in una nota, “denuncia il clamoroso tentativo delle corporazioni di riprendere il controllo del Parlamento. Essere candidati in una lista politica è un legittimo diritto di ogni cittadino, quindi anche di coloro che rappresentano interessi corporativi, meno opportuno è che Presidenti, Vice Presidenti e Consiglieri nazionali di Ordini professionali continuino a mantenere il proprio ruolo malgrado siano inseriti in liste elettorali”.

I liberi farmacisti ricordano le attività contrarie alle liberalizzazioni fatte nella precedente legislatura del vicepresidente Fofi e sottolineano che “niente induce a pensare che l’ulteriore candidatura del Presidente della Fofi possa avere esito diverso”. Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, prosegue la nota, “chiede sia al Presidente che al Vice Presidente della Fofi di dimettersi, in caso di elezione, dal proprio ruolo”.

“Il mantenimento della carica di vertice all’Ordine professionale – afferma il Movimento – non solo è contrario all’etica pubblica, intesa come tutela dell’interesse generale, ma arreca un danno all’intera categoria che si vuole rappresentare, perché fatalmente meno credibile nelle proprie rivendicazioni, anche quando queste sono legittime e nell’interesse dei cittadini. Chiedere a magistrati e giornalisti di lasciare il proprio ruolo quando si candidano è giusto, estendere questa richiesta, in caso di elezione, anche ai vertici degli Ordini Professionali è un obbligo civile di democrazia”.

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