Libertà di Stampa, oggi si celebra la Giornata Mondiale

Oggi si celebra la Giornata Mondiale sulla Libertà di Stampa, istituita dall’Unesco nel 1993. Il tema di quest’anno è: “Voci Nuove: la libertà dei media aiuta a trasformare la società”. Sarebbero già 43 i giornalisti uccisi in tutto il mondo nel 2012, quindi in soli 4 mesi (dati dell’International Press Institute di Vienna); nel 2011 erano stati 102 e nel 2010 101. Gli omicidi che hanno ricevuto una condanna formale dall’Unesco sono stati 65 nel 2010 e 62 nel 2011; nella maggior parte dei casi si è trattato di giornalisti che seguivano scontri locali, casi di corruzione o altre attività illecite.

In Italia dal 1960 al 1993 sono stati uccisi per mano delle mafie e del terrorismo 11 giornalisti (8 dei quali in Sicilia), altri sono morti all’estero impegnati nel racconto dei fatti che accadevano nei Paesi in cui si trovavano, spesso luoghi di conflitto. Dall’inizio del 2012 in Italia sono stati minacciati 147 giornalisti.

In occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa e per celebrare il suo cinquantesimo anniversario, Amnesty International rilascia “Toast to Freedom” (“Brindisi alla libertà”), un nuovo ed esclusivo brano dedicato all’attivismo per i diritti umani nel mondo e inciso da quasi 50 artisti. Scritto dai produttori e chitarristi Carl Carlton (Robert Palmer, Eric Burdon, Keb Mo) e Larry Campbell (Levon Helm Band, Bob Dylan, Elvis Costello), “Toast To Freedom” nasce da un’idea di Carlton e dell’attivista, produttore e imprenditore Jochen Wilms, in collaborazione con Bill Shipsey, fondatore di Art for Amnesty.

“Toast to Freedom”  è disponibile attraverso i consueti canali di vendita online. I proventi verranno donati ad Amnesty International. “I diritti umani riguardano tutti” – ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International – Spero che Toast fo Freedom sia una grande fonte d’ispirazione negli anni a venire”.

Come di consueto Amnesty International ha diffuso una panoramica sugli attacchi contro i giornalisti in tutto il mondo, dal Pakistan alla Colombia, dal Messico al Sudan, dall’Europa Orientale al Medio Oriente. Il Messico, ad esempio, è uno dei luoghi più pericolosi per chi esercita la professione giornalistica. Uno su tutti il caso di Regina Martinez, il cui corpo è stato ritrovato privo di vita il 28 marzo scorso nella sua abitazione di Veracruz. Giornalista del periodico Proceso, aveva scritto per oltre 30 anni di insicurezza, traffico di droga e corruzione; le autorità locali hanno dichiarato che avrebbero indagato sul suo omicidio e il senato messicano ha approvato una nuova legge per proteggere i giornalisti e gli attivisti per i diritti umani che ricevono minacce di morte.

L’Africa non è da meno: in Paesi come Etiopia e Gambia, giornali, siti Internet ed emittenti radiofoniche sono sottoposti a rigidi controlli. In Sudan, le autorità stanno ricorrendo a nuove forme di repressione nei confronti della stampa indipendente, tra cui multe, sequestro e ritiro delle copie dei giornali appena stampate, divieto ai venditori di distribuire copie di determinate testate e incriminazione di direttori e giornalisti per vaghe accuse. Negli ultimi 12 mesi, sono stati chiusi 15 quotidiani, sequestrate le copie dei giornali in 40 occasioni e arrestati otto giornalisti.

Il Pakistan è uno dei paesi più pericolosi al mondo: solo nel 2011 sono stati uccisi almeno 15 giornalisti. Il 17 gennaio di quest’anno Mukarram Aatif, giornalista di Dunya TV e di Radio Deewa, è stato assassinato dai talebani pachistani durante la preghiera della sera nella città di Shabqada, nei pressi di Peshawar.

L’Europa, purtroppo, non è esente da casi del genere: i regimi autocratici dell’ex Unione Sovietica soffocano il dissenso, imbavagliano le critiche e reprimono le proteste. In Bielorussia, continua il giro di vite avviato dopo le elezioni presidenziali della fine del 2010, con attivisti, oppositori e giornalisti ancora in carcere.

Un commento a “Libertà di Stampa, oggi si celebra la Giornata Mondiale”

  1. Stargazer ha detto:

    Che strano giusto stamattina ho scritto un commento sul quotidiano locale della mia città trentina riguardo a una notizia che parlava di presunta infiltrazione di mafia. Io ho solo detto che più che presunta c’è già da anni dato se i consulenti fanno intendere le transizioni mediatorie invece che ricatti e fin che le agenzie immobiliari si accordano con banche e persone poco trasparenti, sono loro difatto che decidono chi entra in un appartamento, tutto alla faccia dell’ignaro proprietario che pensava di affittare a brava gente e invece gente di ogni colore compresi italiani col trucco del subaffitto producono prostituzione e spacciano droga a loro piacimento.
    Parole troppo dure da pubblicare evidentemente o forse la libertà di stampa in alcuni ambienti è solo esclusiva di chi scrive cavolate tipo alieni e scie chimiche?
    Saviano aiutaci tu