Ludopatie, Anci in audizione alla Camera: “Serve legge quadro”

Il fenomeno delle ludopatie è diventato una vera e propria piaga sociale: colpisce le fasce più deboli impoverendole ancora di più ed esponendole anche al rischio dell’usura. “Il primo passo da compiere è l’approvazione di una legge quadro che rafforzi le funzioni e le competenze dei Comuni superando l’ambito della sicurezza e dell’ordine pubblico, allo scopo di tutelare in modo più efficace i soggetti più vulnerabili, perché in giovane età o perché bisognosi di cure di tipo sanitario o socio–assistenziale, ma anche di prevenire le forme di gioco cosiddetto compulsivo”.

Lo ha sottolineato Lorenzo Guerini, Sindaco di Lodi e Delegato ANCI al Welfare, nel corso dell’audizione odierna dell’Associazione dei Comuni presso la Commissione affari sociali della Camera, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sugli aspetti sociali e sanitari della dipendenza dal gioco d’azzardo.

Guerini ha posto l’attenzione sul tema del potere di regolazione dei Sindaci sugli orari di funzionamento degli apparecchi di gioco, tornato di attualità dopo la sentenza del Tar che ha dichiarato illegittima l’ordinanza con cui il Comune di Verbania aveva limitato l’orario di funzionamento delle slot machine. ‘’Su questa tipologia specifica di interventi – ha detto il Sindaco di Lodi – va ricordato che accanto alla libertà d’impresa meritano di essere tutelati anche i diritti dei soggetti più deboli’’.

Guerini ha auspicato che ‘’venga attribuito ai Sindaci un potere di regolamentazione specifico, che li metta al riparo dai ricorsi dei privati alla giustizia amministrativa’’. Cosa peraltro in linea con la recente sentenza della Corte Costituzionale n.300 del 2011 che ha espressamente riconosciuto una sfera d’azione autonoma per gli interventi che, al di là della sicurezza e dell’ordine pubblico, possano anche evitare effetti pregiudizievoli per il contesto urbano, la viabilità e la quiete pubblica, nonché tutelare i luoghi sensibili, come ad esempio le scuole.

Nel documento presentato in audizione, l’ANCI ha anche sollecitato ‘’il potenziamento dei poteri sanzionatori in capo ai Comuni stessi con l’attribuzione, in tutto o in parte, dei proventi delle sanzioni amministrative’’; così come un ‘’rafforzamento delle procedure necessarie per l’attribuzione delle concessioni da parte dell’amministrazione dei monopoli e l’individuazione di sanzioni più rigorose per il divieto di gioco per i minori’’.

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