Marche, la Giunta vota legge su cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia

La Giunta regionale delle Marche ha votato oggi una proposta di legge di iniziativa regionale che intende facilitare la cittadinanza per i figli di immigrati stranieri nati in Italia secondo il principio dello ius soli – è italiano chi nasce sul territorio italiano. La proposta dovrà passare al vaglio dell’Assemblea legislativa e, se approvata, sarà indirizzata al Parlamento come proposta di legge di iniziativa regionale.

La proposta di legge, fortemente voluta dall’Assessorato ai Servizi sociali, “intende facilitare l’accesso alla cittadinanza per i figli di immigrati nati in Italia, se anche solo uno dei genitori abbia risieduto legalmente nel territorio della Repubblica per almeno 5 anni”, si legge sul sito della regione Marche. “Questo consentirebbe  – ha detto l’assessore ai Servizi sociali, famiglia e immigrazione Luca Marconi – di eliminare un’ingiustizia sociale presente nel nostro Paese e nel contempo di sostenere il processo verso una reale convivenza, in atto da alcuni anni, tra le persone di origine diversa”.

La legge attuale sulla cittadinanza  (n. 91 del 1992) è tutta basata sullo ius sanguinis, il diritto di sangue: si è italiani per discendenza. È Ma l’Italia da tempo è diventata paese di immigrazione e c’è dunque la necessità di riconoscere i diritti di chi nasce in Italia da genitori immigrati o vi arriva da piccolo, facendo un percorso scolastico, sociale e culturale tutto inserito nel contesto italiano. La proposta, avanzata da diverse istanze, è di introdurre lo ius soli, ovvero l’acquisizione della cittadinanza per il fatto di essere nati sul territorio italiano. Attualmente, il minore nato in Italia da genitori stranieri acquista la cittadinanza italiana solo dopo aver compiuto 18 anni e dovendo dimostrare di avere risieduto regolarmente e ininterrottamente nel territorio della Repubblica fino al compimento della maggiore età.

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