Migranti, Konsumer Italia: “Mare nostrum non diventi mare mortum”

“Mare nostrum non diventi mare mortum. Bisogna ripensare la politica di intervento per fermare la strage”: sono le parole di Fabrizio Premuti, presidente di Konsumer Italia, di fronte alla strage che si sta consumando giorno dopo giorno nel Mediterraneo. Un tempo culla di civiltà, oggi cimitero di centinaia di vittime silenziose e sconosciute cui difficilmente qualcuno darà un nome. Sono i migranti morti nelle traversate versa l’Europa e verso un’Italia che non li sa accogliere.

Il 2014 rischia di diventare l’anno record per gli immigrati deceduti in naufragi: sono 1.991 nei primi otto mesi del 2014. Konsumer Italia ricorda i dati di Fortress Europe, che da anni segnala incidenti, naufragi e vittime del “cimitero chiamato Mediterraneo”: dal 1988 sono morte lungo le frontiere dell’Europa almeno 21.344 persone, di cui 2.352 soltanto nel corso del 2011, almeno 590 nel 2012, 801 nel 2013 (i dati, aggiornati al 14 settembre 2014, si basano sulle notizie censite negli archivi della stampa internazionale degli ultimi 26 anni). Così le stragi rischiano di non fare più notizia, di non “bucare il video”, di essere subito dimenticate in un computo tanto tragico quanto a rischio di diventare quasi asettico. Una situazione che chiama in causa direttamente l’incapacità delle istituzioni di rispondere con politiche adeguate.

Di fronte a quanto sta accadendo, sostiene Premuti: “Stiamo alimentando speranze che non potremo soddisfare verso decine di migliaia di esseri umani che si imbarcano per raggiungere l’Italia, dove credono che saranno accolti e, invece, non arriveranno mai. Già in prossimità dei punti d’imbarco si inabissano, senza che mai nessuno ne sappia nulla: solo in quest’ultima settimana centinaia di persone morte affogate e, con loro, la speranza di una vita migliore. Una follia. Si deve ripensare al metodo di intervento con urgenza: l’operazione “Mare Nostrum” ha incentivato il business degli scafisti, che reclutano persone disperate e disposte a rinunciare ad ogni forma di sicurezza, con la speranza di essere soccorse dalle navi italiane. E se le organizzazioni criminali si stanno arricchendo, alimentando una guerra tribale, gli albergatori di Lampedusa denunciano un calo delle presenze turistiche nell’ultima estate di oltre il 60%, a causa del crollo di immagine dell’Isola”.

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