Infanzia, Relazione Garante: politiche inefficaci e poche risorse

E’ un duro atto d’accusa quello contenuto nella Relazione al Parlamento 2013 che il Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Vincenzo Spadafora,  ha presentato oggi alla presenza del presidente del Senato Grasso e del ministro della Giustizia Cancellieri. Dito puntato contro la mancanza di investimenti da parte dello Stato e il totale fallimento delle politiche sinora adottate in materia di infanzia e adolescenza. A riprova del fallimento delle politiche, Spadafora ha citato i dati Istat già noti: in Italia vivono in situazione di povertà relativa 1.822.000 minorenni, il 17,6% dei bambini e degli adolescenti. Il 7% dei minorenni (723.000) vive in condizioni di povertà assoluta; la quota è del 10,9% nel Mezzogiorno, a fronte del 4,7% nel Centro e nel Nord del Paese. Ma soprattutto sottolinea il dato relativo al rischio di povertà ed esclusione sociale per i bambini e gli adolescenti che vivono in famiglie con tre o più minorenni, che è pari al 70% al Sud a fronte del 46,5% a livello nazionale; 70 su 100 minorenni che nascono in una famiglia numerosa del Mezzogiorno d’Italia rischiano di essere poveri.Quanto alla mancanza di investimenti, già nella Relazione dell’anno scorso il Garante aveva sollevato la problematica relativa all’impatto negativo. Quest’anno nulla è cambiato: “La classe dirigente del Paese continua a non comprendere il valore di tali investimenti, che possono essere un antidoto per uscire dalla crisi e per non compromettere la crescita futura. Oltre a rispettare i diritti dei bambini e degli adolescenti che vivono in Italia, investire oggi su di loro significa domani avere un numero inferiore di famiglie povere da sostenere, meno sussidi per i disoccupati, meno spese per il disagio sociale, probabilmente meno spese per detenuti, più lavoratori e quindi più contributi per il welfare di domani”.

Spadafora ha sottolineato poi come la frammentazione delle competenze istituzionali sull’infanzia e l’adolescenza viene confermata anche quest’anno come limite a un’azione realmente efficace: “tali competenze, divise tra Ministeri, Commissioni, Comitati e Osservatori, rischiano di rendere le politiche per l’infanzia e l’adolescenza non efficaci” e annuncia che presenterà al Governo e al Parlamento proposte per l’ottimizzazione delle risorse e per il coordinamento del settore.

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