Terremoti, per studenti la scuola non è sicura

Il crollo della casa: adulti e studenti sono convinti che sia questo il pericolo principale del terremoto, quello che più fa paura al 64% dei genitori e a una percentuale inferiore, ma elevata, di studenti (il 57% nella scuola superiore, il 46% fra le elementari). La paura insomma spadroneggia, perché non si ha fiducia nella tenuta della propria abitazione (solo il 45% dei genitori è convinto che la propria casa possa reggere a un terremoto) e ancor meno della scuola. Sono alcuni dei dati che emergono dalla III Indagine su “Conoscenza e percezione del rischio sismico”, presentata da Cittadinanzattiva e dal Dipartimento della Protezione Civile a Lamezia Terme, in occasione della IX Giornata nazionale della sicurezza nelle scuole, che si svolge oggi in oltre 4 mila scuole d’Italia.

L’indagine evidenzia che c’è ancora una scarsa informazione sul terremoto, sulla classificazione sismica del territorio, sull’esistenza di un piano comunale di emergenza, come pure sulla possibilità di “prevedere” un eventuale sisma. Ad esempio, poco più di uno studente su tre sa, correttamente, che non è possibile prevedere dove e quando si verificherà un terremoto, ma soltanto determinare la sismicità di una specifica zona. Il 27% dei ragazzi della primaria e il 38% della secondaria ipotizza, invece, che le scosse sismiche si possano prevedere attraverso il sismografo, mentre il 13% della primaria ed il 12% della secondaria pensa addirittura che sia possibile osservando il comportamento degli animali, falsa credenza indicata anche dal 6% dei genitori.

Spiega Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva: “La disinformazione sul proprio territorio è sicuramente l’elemento principale che emerge dall’Indagine. Non si conosce la classificazione sismica del proprio Comune, né il Piano di emergenza e le relative aree di attesa, non si sa chi è il soggetto responsabile a gestire l’emergenza nella propria città. Chiediamo a tutti i Comuni di dotarsi dei Piani comunali e di diffonderne la conoscenza presso la popolazione locale a partire dalle scuole”.

Ma quali sono, più nel dettaglio, i risultati dell’indagine? Questa è stata realizzata attraverso questionari rivolti a 1.211 studenti della scuola primarie, 1.160 delle scuole secondarie di primo e secondo grado e a 1.477 genitori. Diciassette le regioni coinvolte (tutte ad eccezione di Sardegna, Valle D’Aosta, Trentino Alto Adige) e 50 le province. Un terzo circa degli studenti intervistati (30% della scuola primaria e 35% delle secondaria) e il 61% dei genitori hanno vissuto il terremoto in prima persona. La paura è stato il sentimento più provato dai genitori (54%) e dagli studenti (lo indica il 40% delle scuole primarie e il 31% delle secondarie). In Calabria, Umbria e Campania si registrano gli studenti più spaventati (rispettivamente con le percentuali del 63%, 59% e 50%).

Pesa sicuramente, sul timore dei crolli, la memoria del sisma in Abruzzo del 2009, unita però alla scarsa fiducia sulla sicurezza della propria abitazione – è certo che la propria casa possa reggere a un terremoto solo il 45% degli adulti, mentre i figli sono più ottimisti, con percentuali che oscillano dal 49% al 52%.

Dal canto loro, gli studenti non sono certi della sicurezza della scuola: solo il 29% di quelli più grandi e il 41% dei piccoli non hanno alcun dubbio a proposito. In particolare, il 54% degli studenti delle elementari e il 67% di medie e superiori non crede che la propria scuola sia sicura in caso di terremoto, soprattutto perché l’edificio è vecchio – questa la motivazione principale indicata, seguita dall’indicazione della presenza di crepe nell’edificio.

Gli studenti fanno prove di evacuazione, ma non per il rischio idrogeologico. L’indagine ha evidenziato che il 90% degli studenti dice di aver partecipato a prove di evacuazione a scuola (percentuale ancora maggiore in Toscana e in Calabria) ma rileva come ci si eserciti soprattutto nel rischio per incendio e rischio sismico. Solo il 3% delle esercitazioni riguarda invece il rischio idrogeologico, molto diffuso e sempre più all’origine di devastazioni e tragedie.

La scarsa informazione è evidente. Oltre il 70% degli studenti non sa a quale zona sismica appartenga il proprio Comune e se sia dotato di un Piano di emergenza. In particolare, un terzo circa di genitori e studenti (ma ben il 41% nelle primarie) non sa cosa sia la classificazione sismica del territorio. Dati ancora più preoccupanti sono quelli relativi al proprio Comune di residenza: il 77% dei genitori, il 73% degli studenti della primaria e il 75% della secondaria dice di non sapere in quale zona sismica sia stato classificato il proprio Comune. Ancora: quasi tutti ignorano l’esistenza di un Piano comunale di emergenza (76% dei genitori, il 71% degli studenti di scuola primaria e 78% della secondaria). E solo un terzo circa degli intervistati, sia fra i genitori sia fra gli studenti, indica correttamente che spetta al Comune redigere il Piano comunale di emergenza.

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