Tv e minori, Tar Lazio conferma la sanzione inflitta a RTI

Il Tar Lazio ha confermato la sanzione di 200 mila euro che nel 2008 l’Agcom ha inflitto alla RTI. Secondo il Tribunale amministrativo “la libertà di informazione trova dei precisi limiti nell’ordinamento vigente proprio con riguardo specifico alla tutela dei minori  (art. 31 della Costituzione, Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, Codice di autoregolamentazione TV e minori, Testo unico della radiotelevisione etc). In particolare, il Codice di autoregolamentazione TV e minori del 2002 dispone che “le Imprese televisive si impegnano, sia nelle trasmissioni di intrattenimento che di informazione, a non trasmettere immagini di minori autori, testimoni o vittime di reati e in ogni caso a garantirne l’assoluto anonimato”Cosa era accaduto? La sanzione dell’Agcom trovava la sua ragione in un filmato trasmesso all’interno del TG5 riguardante la nota vicenda dei presunti abusi sessuali subiti dai bambini che frequentavano una scuola d’infanzia a Rignano Flaminio. Secondo l’Autorithy, aldilà delle finalità positive del servizio giornalistico (volto a illustrare le modalità di svolgimento di un incidente probatorio che coinvolge minori, alla presenza di psicologi e delle parti interessate), il filmato consentiva comunque l’identificazione di alcuni bambini: le precauzioni adottate dalla testata giornalistica (riprese di spalle o di profilo, selezione delle immagini, senza però ricorrere alla schermatura elettronica) non erano sufficienti ad impedire il loro riconoscimento, tenuto conto anche dell’ambiente ristretto in cui essi vivono.

Il servizio, trasmesso nella “fascia protetta” (dalle ore 7.00 alle ore 22.30) appariva perciò in grado di compromettere l’equilibrio psicofisico dei minori spettatori e soprattutto dei bambini protagonisti di questa vicenda, perché li espone all’interesse dei media, in chiaro contrasto con le garanzie previste dall’ordinamento per tutelare, anche all’interno del processo penale, i minori coinvolti.

Secondo il Tar che ha respinto il ricorso presentato dalle RTI, nel caso in questione i giornalisti avrebbero dovuto adottare cautele ancora maggiori, data l’estrema delicatezza del tema affrontato, come segnalato anche dal Garante della privacy, che aveva ripetutamente invitato i mezzi di comunicazione “al rigoroso rispetto dell’anonimato, della dignità e dei diritti di tutte le parti interessate, a cominciare dai bambini”.

Per analoghi provvedimenti a tutela dei minori leggi questa scheda di Assoutenti.

 

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