Movimento Consumatori: con Open Door ‘apriamo’ ai non vedenti

E’ la mancanza dei comandi vocali a rendere la tecnologia poco accessibile alle persone non vedenti. Almeno stando ai risultati dell’indagine che la Field Service Italia ha condotto per conto del Movimento Consumatori nell’ambito delle attività del progetto Open Door finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La ricerca, effettata su un campione di 150 persone rappresentativo della popolazione non vedente, ha avuto l’obiettivo di indagare l’impatto della tecnologia sulla qualità della vita delle persone non vedenti. Per questo motivo, sono stati scelti una serie di elettrodomestici, dalla radio al tablet, e si è cercato di capire in che modo e in che quantità vengono utilizzati.

E’ emerso, ad esempio e solo per citare i dati più significativi, che il 100% del campione possiede un cellulare che utilizza autonomamente, cioè senza bisogno di aiuto esterno, con l’aiuto di uno screen reader (nel 64,7% dei casi). Tuttavia, il 26,7% degli intervistati ritiene che la sintesi vocale migliorerebbe l’utilizzo e renderebbe la vita più facile. Poco più bassa la percentuale di coloro che hanno un computer o un tablet: lo possiede l’85,3% del campione di cui, il 90,2%, lo utilizza con uno screen reader, un programma che converte quello che c’è scritto sullo schermo in un formato accessibile ai non vedenti. Anche se la maggioranza, il 54,8% non incontra particolari difficoltà nel suo utilizzo, il 16,4% degli intervistati si lamenta per software e siti internet poco accessibili. Molto utilizzato anche internet, nell’83% del campione, e i siti che visitano maggiormente sono quelli di attività ricreative e tempo libero. Nessuno visita i siti dei fornitori di utenze o di strutture sanitarie, per farlo vorrebbero che questi siti fossero maggiormente accessibili, magari prevedendo uno screen reader.

Open door è la campagna nazionale, lanciata da Movimento Consumatori a tutela dei diritti dei cittadini con minorazioni visive. Il progetto è realizzato con il contributo del Fondo per l’Associazionismo (ex  l. 383/2000) – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direttiva 2011 e in collaborazione con L’Unione Italiana dei Ciechi e degli ipovedenti Onlus. L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio di Agrorinasce – Agenzia per l’innovazione, lo sviluppo e la sicurezza del territorio, del Comune di Perugia, del Municipio di Roma ex XVII e della Provincia di Torino, ed è stato realizzato per informare in modo adeguato le persone con questi deficit sui loro diritti di consumatori, sia mediante la classica assistenza tramite sportello, sia attraverso l’utilizzo di supporti informativi ad hoc. Sono state infatti realizzate, in formato audio e braille, cinque guide tematiche (assicurazioni e banche;  casa e utenze; commercio e garanzie; trasporti e turismo; farmaci e salute) distribuite sul territorio nazionale, grazie allo sviluppo di partenariati e di collaborazioni con enti locali, aziende di servizi e associazioni operanti nel settore. Obiettivo dell’iniziativa è migliorare le condizioni di vita di coloro che non possono contare sulla vista per lo svolgimento delle loro attività quotidiane, coinvolgendo l’insieme degli stakeholders e innescando un processo virtuoso di scambio di informazioni e di cambiamento. Entro un mese saranno pronte le linee guida, per enti, aziende e istituzioni, contenenti le indicazioni per migliorare l’accesso e la fruibilità delle informazioni da parte di ciechi e ipovedenti. Lo scopo è quello di arrivare a redigere le “linee guida Open door” che aiutino i soggetti interessati ad abbattere alcune delle barriere e degli ostacoli che i cittadini con minorazioni visive si trovano
ad affrontare nel corso della loro vita quotidiana.

di Valentina Corvino

Un commento a “Movimento Consumatori: con Open Door ‘apriamo’ ai non vedenti”

  1. Blindsight Project ha detto:

    Va detto anche che solo il 10% delle persone disabili della vista usa e conosce il braille, che rimane senz’altro un metodo utile, ma un po’ superato visto che le sintesi vocali lo hanno praticamente sostituito. Tenetelo presente sempre, altrimenti ci ritroviamo con guide ed altro in braille che davvero in pochi riuciranno a comprendere. L’assurdità è nel fatto che per i vedenti le sintesi vocali sono ovunque (dal navigatore in auto ad un casello autostradale ecc.) mentre per noi ciechi avere una voce è ancora pressoché impossibile, nonostante la nostra onlus dal 2006 stia informando tutti di questa cosa (letture comprese!).
    Cogliamo l’occasione per ricordare che per le persone sorde vale lo stesso: non tutti “segnano” in Lis, basterebbe un sottotitolo, lo stesso usato per udenti che parlano un’altra lingua!
    Grazie, Blindsight Project (Onlus per Disabili Sensoriali)