Negozi, nuovi orari di apertura. E’ polemica

E’ in discussione alla Camera dei Deputati il testo di legge che ridisegna le chiusure obbligatorie degli esercizi commerciali. Il provvedimento è già stato emendato dalla Commissione attività produttive della Camera e il risultato è stato un compromesso tra le esigenze della grande distribuzione organizzata e i piccoli esercenti. In commissione a Montecitorio le giornate di chiusura obbligatoria – che nel precedente testo erano 12 – ora sono dimezzate. Ci si fermerà a sei festività con le saracinesche abbassate che, nell’ipotesi attuale, ciascun imprenditore potrà scegliere tra le seguenti: Primo Gennaio, Epifania, 25 Aprile, Pasqua, Pasquetta, Primo Maggio, 2 Giugno, Ferragosto, Primo Novembre, 8 Dicembre, Natale e Santo Stefano. Per i negozi che non rispetteranno i sei giorni festivi l’anno sono previste multe da 2 a 12 mila euro. Ai sindaci è conferita anche la facoltà di porre limiti agli orari di apertura notturna dei negozi nei quartieri della movida. Il tutto attraverso ordinanze con validità di tre mesi, reiterabili.

Il testo, comunque, non trova il consenso di Confesercenti secondo cui si tratta di un testo che “finisce con lo sbattere la porta in faccia alle 650 mila imprese del commercio al dettaglio che avevano sostenuto l’iniziativa di Confesercenti e che si attendevano dal Parlamento una risposta ben diversa”. “Sei giorni di chiusura obbligatoria, neppure uno al mese, sono davvero poca cosa e non tengono nel dovuto conto né delle 150 mila firme raccolte da Confesercenti, né delle prese di posizioni di parte del mondo cattolico, di regioni che non a caso si apprestano a ricorrere allo strumento del referendum, di sindacati e lavoratori” spiega il Segretario Generale di Confesercenti, Mauro Bussoni, che annuncia: “Mercoledì primo ottobre saremo in Parlamento per confrontarci con partiti e forze sociali e ribadire il no a scelte solo simboliche che finirebbero per aggravare lo stato già grave del settore. Soluzioni equilibrate sono possibili e possono essere utilmente ricercate”.

Un commento a “Negozi, nuovi orari di apertura. E’ polemica”

  1. Claudio Blasi ha detto:

    In un mondo che non sarà più quello di prima, questi signori vorrebbero continuare ad aprire alle 9,00, chiudere alle 12,30, riaprire alle 15,30 e chiudere alle 19,30….comodo……che lo facciano pure senza costringere gli altri….