Autorità: nel 2011 più scioperi a causa della crisi

Quello di sciopero è un diritto fondamentale dei lavoratori che, tuttavia, va contemperato con gli altrettanti fondamentali diritti dei cittadini onde evitare che questi diventino vittime inconsapevoli del sistema. E’ questo in sintesi il messaggio lanciato da Renato Schifani intervenuto alla presentazione della Relazione annuale dell’Autorità di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali. Il Presidente del Senato ha anche attribuito un plauso all’attività ex ante della Commissione ritenuta essenziale per scongiurare le astensioni collettive dal lavoro. Tra l’altro, spostandoci sui dati relativi all’attività della Commissione nel corso del 2011, si nota come l’intervento preventivo sia stato il più efficace nel governo del conflitto.

Sul dato complessivo di 654 indicazioni preventive, bel 512 sono stati gli scioperi revocati e 77 quelli che si sono adeguati a quanto segnalato dall’Autorità: una percentuale, dunque,, di circa il 90% di scioperi non effettuati che hanno significato un risparmio economico per il Paese. “E’ su questo terreno impegnativo della prevenzione – ha detto il presidente Roberto Alesse – che si gioca la vera sfida per il futuro. L’Autorità, infatti, non si deve distinguere soltanto sul versante dell’esercizio dei poteri sanzionatori ogniqualvolta occorra salvaguardare i forti vincoli procedurali imposti dalla legislazione vigente e dalle norme negoziali di settore”.

Ritornando al bilancio di esercizio, nel 2011, complice la sfavorevole congiuntura economica, c’è stato un sensibile incremento delle proclamazioni: 20 proclamazioni di scioperi nazionali (nel 2010 erano stati 7) mentre 2229 proclamazioni nei servizi pubblici essenziali (nel 2010 erano state 2093). Quanti ai settori, al primo posto vi è il trasporto pubblico locale (622 proclamazioni) seguito dai servizi di igiene ambientale (355), regioni e autonomie locali (196), pulizie-multiservizi (187), trasporto ferroviario (149), trasporto aereo (132), trasporto marittimo (33) e trasporto merci (23). Quanto alla distribuzione geografica, si sciopera di più al Nord (696 proclamazioni) che al Sud (646) ma in alcuni settori, come l’igiene ambientale, gli scioperi hanno quasi tutti riguardato la raccolta rifiuti con picchi in Sicilia, Campania e Calabria.

Perché si sciopera? Le cause di insorgenza del conflitto sono legate essenzialmente al rinnovo del CCNL (21%), alle retribuzioni (20%), alle ristrutturazioni aziendali (13%) e a motivazioni di varia natura politica (11%). Tra queste, ad esempio, possiamo fare l’esempio delle farmacie private i cui motivi di sciopero sono stati essenzialmente legati ai continui e costanti ritardi da parte delle Aziende Sanitarie Locali, nei rimborsi riferiti all’erogazione dei farmaci ai cittadini. Oppure al servizio taxi, settore in cui la conflittualità ha registrato un’impennata verso la fine dell’anno a seguito dell’annuncio del Governo dell’apertura dei lavori finalizzati all’adozione del decreto legge sulla liberalizzazione delle licenze.

Quello che emerge dalla Relazione è che il settore più delicato è quello dei trasporti passeggeri, merci e marittimo: nel periodo preso in considerazione emerge un dato costante negli ultimi anni e ha a che fare con una rilevante conflittualità la cui regolazione è complicata dalle difficoltà di adeguare il modello di regolazione (legge 149/1990) con l’aumento degli attori che operano attualmente nella scena del conflitto. E’ fuori dubbio – ha sottolineato Alesse – che all’apertura del mercato dovrà essere promossa una complessa azione di ricognizione delle mutate condizioni di mercato e, forse, avviata un’opera di ridefinizione degli accordi di settore”.

di Valentina Corvino

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