Pestaggio giornalista, Amnesty: servono codici identificativi per forze di polizia

Amnesty International Italia torna a chiedere i codici identificativi per le forze di Polizia dopo il pestaggio di un giornalista di Repubblica ieri a Genova. Un evento che è tornato a sollevare il velo su quegli episodi che vedono le forze dell’ordine usare violenza e manganellate nei confronti dei cittadini o di chi porta avanti una protesta – anche se in questo caso il cittadino colpito è un cronista che stava documentando gli eventi in corso a Genova per la presenza di una manifestazione di Casa Pound.

amnesty“Ieri a Genova, durante ore di tensione e violenza seguite alla decisione di autorizzare una manifestazione elettorale di Casa Pound, abbiamo assistito al brutale e inspiegabile pestaggio di un giornalista, Stefano Origone de “la Repubblica”, colpevole solo di fare il suo lavoro. Quel pestaggio è proseguito nonostante Origone si fosse dichiarato operatore dell’informazione ed è cessato solo quando un ispettore di polizia, grazie a un rapporto personale, lo ha riconosciuto –  ha dichiarato Gianni Rufini, direttore di Amnesty International Italia – Apprezziamo la decisione del Questore di Genova che si è recato repentinamente a visitare Origone in ospedale per sincerarsi delle ferite riportate e porgere le scuse”, ha proseguito Rufini.

“Tuttavia, di scuse ne occorrerebbero altre: verso quei manifestanti che, nelle ultime settimane, hanno subito le conseguenze della forza eccessiva e non necessaria impiegata dagli agenti di polizia in occasione di proteste nei confronti di altri comizi elettorali – prosegue Rufini –Resta il problema, evidenziato ancora una volta ieri a Genova, dell’assenza di codici identificativi per gli operatori delle forze di polizia in servizio di ordine pubblico, che Amnesty International Italia continua a sollecitare alle istituzioni del nostro paese”.

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