PIT Servizi Cittadinanzattiva: tlc e poste sotto la lente

Banda larga a macchia di leopardo, contratti poco trasparenti, ostacoli alla concorrenza. Sono questi i disservizi principali che lamentano i consumatori che si rivolgono al PIT Servizi di Cittadinanzattiva che oggi ha presentato i risultati dell’attività con particolare riguardo ai servizi tlc e postali. A farla da padrona, nel settore delle tlc, sono i disservizi legati alla telefonia fissa (57% delle segnalazioni). Seguono la telefonia mobile (22%), internet (16%) e televisione (5%).

Per quanto riguarda la telefonia fissa, le difficoltà evidenziate riguardano il cambio di operatore (22%), le contestazioni di fatture (19,2%), e la disdetta del contratto (18,6%). Per il cambio, spesso ci si trova di fronte a comportamenti anticoncorrenziali, un quanto si fa di tutto per evitare che il cliente possa passare da un operatore all’altro.

Per la telefonia mobile le segnalazioni evidenziano problemi legati alla contestazione delle fatture (46,2%), anche qui comportamenti scorretti tesi a disincentivare il cambio di operatore (24,1%), problematiche contrattuali e disdetta (11,3%), scarsa qualità del servizio (7,1%), in particolare per la effettiva qualità del 3G e 4G rispetto a quanto pubblicizzato.

La seconda voce è relativa al mondo Internet. La prima area, per segnalazioni, riguarda la copertura della Adsl (40%), particolarmente rilevante anche ai fini della valutazione del digital divide, con picchi nelle zone rurali e danni conseguenti non solo per i cittadini, ma anche per le PMI, in particolare agricole. Seconda voce è quella relativa alla scarsa qualità del servizio, con la velocità adsl spesso sotto gli standard dichiarati (24%), nonché difficoltà relative alle procedure che i cittadini devono seguire per dimostrare che la velocità effettiva sia diversa da quanto sottoscritto in fase contrattuale. La seconda voce, sebbene residuale è quella delle Frodi online (18%), che evidenzia l’estrema debolezza del consumatore di fronte ad attività illecite di cui è vittima online.

Terza in questa classifica non proprio edificante è la voce servizi televisivi, in cui fanno la parte del leone le segnalazioni per i servizi delle Pay tv (90%): disdetta o recesso dal contratto (55,6%); pratiche ingannevoli (16,7%); scarsa qualità del servizio (13,8%). Le compagnie stentano ancora ad applicare la Legge Bersani (40 del 07) a 7 anni quasi di distanza. In particolare vengono applicate le penali, anche molto salate, sebbene la legge lo vieti esplicitamente. Un ulteriore problema (pratiche ingannevoli) riguarda  la non corrispondenza tra quanto pubblicizzato e quanto si ottiene effettivamente dopo la sottoscrizione del contratto.

Ultima voce è quella relativa alle Poste (10% del totale). Rientrano in quest’area i prodotti postali (52,7%), prodotti Bancoposta (38,8%), e disservizi o chiusure di uffici postali (13,5%).

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