Povertà educativa, Openpolis: in Italia la metà dei bambini non legge libri

È un mondo senza libri per la metà dei bambini e degli adolescenti italiani. Negli ultimi dodici mesi non ha letto nemmeno un libro (senza contare i testi di scuola) il 52,8% dei minori fra i 6 e i 18 anni. Il calo dei lettori si è accentuato nel decennio della crisi economica, quando si è aggravata la povertà economica delle famiglie. E con essa viaggia spesso la povertà educativa. Senza contare le differenze, pesantissime, a livello territoriale. I minori che non hanno letto libri nell’ultimo anno solo il 72,6% in Sicilia, il 32,6% a Trento. In mezzo ci sono tutte le altre regioni. I dati vengono da un recente studio della Fondazione Openpolis su base Istat.

Dice Openpolis: “Una delle caratteristiche più odiose della povertà educativa è il suo rapporto con la povertà economica. Le famiglie povere hanno generalmente più difficoltà ad offrire opportunità culturali ed educative ai propri figli. Un meccanismo vizioso, perché rende quasi ereditarie questo tipo di privazioni”. Il calo della lettura si sovrappone agli anni di crisi economica e indica dunque la correlazione fra povertà economica ed educativa. C’è poi un effetto di familiarità nella lettura: se i genitori leggono, in due terzi dei casi lo fanno anche i figli, mentre solo una minoranza di figli di non lettori legge. È pari infatti al 30,8% la percentuale di lettori tra i figli di genitori che non leggono, mentre sono il 66,9% tra i ragazzi nati in famiglie dove sia la madre che il padre leggono.

Ancora una volta, poi, come in tanti altri campi, l’analisi restituisce marcate differenze regionali. “I minori che non leggono – si legge nella ricerca – sono infatti meno di un terzo nella provincia autonoma di Trento, mentre superano il 70% in Sicilia. In tre grandi regioni del mezzogiorno, la già citata Sicilia, la Campania e la Calabria, più di 2 bambini e adolescenti su 3 non hanno letto libri nell’ultimo anno. Anche altre regioni del centro-sud, come Puglia, Molise e Lazio hanno una quota di non lettori superiore alla media italiana”.

C’è poi da considerare anche un altro fatto: una famiglia su dieci non ha alcun libro in casa (dati Istat 2016) e questo numero è costante da quasi venti anni. Anche quando c’è una libreria, il numero di di libri disponibili è molto contenuto: il 28,2% delle famiglie possiede non più di 25 libri e il 63,2% ha una libreria con al massimo 100 titoli.

Sono numeri che fanno riflettere e che vengono rilanciati da Save the Children, associazione da tempo attiva nella lotta alla povertà educativa dei minori. Spiega l’associazione: “Passare in rassegna questi dati ci dimostra come l’ambiente in cui vivono i bambini ha un enorme impatto nel condizionare le loro opportunità di crescita e di futuro. Nell’Atlante dell’Infanzia a Rischio che abbiamo pubblicato poche settimana fa dimostriamo come pochi chilometri di distanza tra una zona e l’altra, possono significare riscatto sociale o impossibilità di uscire dal circolo vizioso della povertà. La segregazione educativa allarga sempre di più la forbice delle disuguaglianze, in particolare nelle grandi città, dove vivono tantissimi bambini, ed è lì che bisogna intervenire con politiche coraggiose e risorse adeguate”.

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