Povertà, Istat: 4 milioni di persone in povertà assoluta

“Certo che se i poveri fossero aumentati sarebbe stato ben peggio, ma lo stabile, in questo caso, significa una cosa molto grave: che non c’è stato alcun miglioramento” commenta il Segretario Generale dell’Unione Naizonale Consumatori Massimiliano Dona che chiede “al Governo di estendere il bonus di 80 euro anche agli incapienti o di valutare un reddito minimo garantito per questi poveri”.

Adiconsum insiste: “Che fine ha fatto l’annuncio dello scorso marzo del ministro Poletti di un piano contro la povertà?” chiede il Presidente nazionale Pietro Giordano.  “I dati dimostrano che quanto fatto finora non è sufficiente. La povertà produce costi sociali enormi, perché priva le famiglie di qualsiasi dignità, alimenta gli usurai, la criminalità organizzata e le mafie”. Per questo Adiconsum chiede al Governo di varare un “Piano nazionale di contrasto alla povertà” che preveda la creazione di Fondi di solidarietà capaci di intervenire nei confronti dei più deboli. Con 1 euro/anno a carico dei consumatori e 1 euro/anno a carico delle aziende/banche/finanziarie/compagnie assicurative si creerebbe un Fondo al quale poter attingere per sostenere le famiglie più disagiate”. Adiconsum aderisce al movimento “Alleanza contro la povertà in Italia”, e gestisce, per conto del Ministero dell’economia e delle finanze, il “Fondo di prevenzione del sovraindebitamento” che offre un sostegno alle famiglie più in difficoltà.

Federconsumatori e Adusbef puntano il dito contro l’incredibile divario Nord – Sud: “un andamento ed una grave spaccatura che si rispecchia nei dati sulla disoccupazione che, come denunciamo da tempo, soprattutto al Sud, ha raggiunto dimensioni spropositate. “Alla luce di questi dati è chiaro che la svolta di cui parla il Governo deve ancora avvenire. Ma soprattutto deve avvenire in fretta – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef – È indispensabile, per imprimere un reale cambiamento, rimettere in moto il mercato occupazionale, attraverso l’avvio di un Piano Straordinario per il Lavoro. Quest’ultimo, attraverso il rilancio di investimenti per lo sviluppo (a partire dalla banda larga), l’incentivazione di opere di modernizzazione e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese, potrà dare una vera svolta all’economia e avviare una ripresa duratura e strutturale.

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